Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 7 - 6 lug 2016
ISSN 2037-4801

Recensioni

Il sistema periodico ai tempi di Facebook
Multimediale

Il sistema periodico ai tempi di Facebook

Condividere su Facebook pensieri, conoscenza, arte e musica è quello che fanno molti di noi, ma cosa succede quando a farlo è un “chimico e anche un po' Rettore”? È così infatti che si definisce Luigi Dei, docente di Chimica presso l'Università di Firenze e autore di 'Diario social di un rettore', edito da Firenze University Press. Il libro raccoglie i post pubblicati su Facebook tra il marzo 2015 e l'aprile scorso, offrendo così al lettore la possibilità di vedere il mondo attraverso gli occhi di un chimico. L'opera è multimediale, dal momento che può essere letta in versione cartacea e digitale, ma anche guardata e persino ascoltata tramite un lettore di QR code, per scoprire i brani musicali associati a ciascun post.

Inevitabilmente, il testo richiama l'opera 'Il sistema periodico', in cui lo scrittore Primo Levi, anche lui chimico, racconta la propria storia personale e collettiva in 21 capitoli, ciascuno dei quali rappresentato da un elemento della tavola periodica. Il volume di Dei segue uno schema analogo ma catapultato nell'era di Facebook: i post sostituiscono i capitoli e si ispirano ai singoli elementi, ma anche alle molecole o ai fenomeni fisici (Dei di formazione è chimico-fisico); e i racconti autobiografici lasciano il posto a brevi flash di quotidianità e attualità, tipici dei social network.

“Quanta materia intorno a noi! Quante differenti e svariate 'cose' materiali! Ma anche quanta similitudine, spesso una 'quasi-uguaglianza'”. Sin dal primo "post-capitolo" l'autore evidenzia una delle ottiche con cui il chimico vede il mondo: la similitudine nella differenza o “quasi-uguaglianza”. Gli esempi più classici sono quelli del grafite-grafene e del carbone-diamante. In un post, l'autore immagina che un pezzo di carbone intrattenga “un elogio di se stesso”, e gli ricordi che “sebbene io lo avessi acquistato per pochi centesimi di euro, il suo valore era molto più alto”. L'immaginario carbone parlante avverte: “La mia natura è tale che se tu mi sottoponessi a milioni di atmosfere di pressione e migliaia di gradi di temperatura – ma meschino tu non ne sei capace! Al più mi arrostisci per il bene del tuo palato! – scopriresti davvero quanto sono prezioso. E te ne guarderesti bene dal mortificarmi riducendomi in anidride carbonica. Io son polvere di grafite, ma insieme, al di là dell'apparenza, quella pietra pazza che brilla e che ha nome diamante!”.

Anche la grafite, come il diamante, è un composto monoatomico del carbonio e la loro diversità dipende dalla forma del reticolo cristallino, che rende l'una estremamente fragile e l'altro un simbolo per eccellenza di durezza e resistenza. Anche la grafite, pensando alle straordinarie applicazioni e potenzialità del grafene che da essa si ricava, può essere preziosa come il diamante che 'nasce' dall'umile carbone: ma dobbiamo sempre andare al di là delle apparenze, esattamente come farebbe un chimico.

Le differenze tra gli elementi naturali per un chimico sono insomma risorse stimolanti da indagare. “Per lunghi anni molecole diverse fra loro non amarono integrarsi: similia similibus solvuntur, si sentenziava. Le molecole di razza acquosa – dette idrofiliche – fra di loro e quelle di razza oleosa – dette idrofobiche – rigorosamente emarginate dalla Regina di tutte le sostanze, la Principessa Accadueò. Gli alchimisti e poi i chimici, illuminati dalla bellezza del diverso, tentarono di vincere la grettezza di questi razzismi strutturali”, scrive Dei, poi però arrivarono le molecole anfifiliche e “proprio grazie alla loro natura bipolare ed anticonformista avvenne il miracolo: fu possibile sciogliere il simile col diverso! L'integrazione fu perfetta” e portò a prodotti come sapone, shampoo, bagnoschiuma, detergenti.

Forse, dopo questa lettura, il lettore non chimico non penserà più a questa discipina come alla sterile scienza che “si occupa delle 'cose', della vile e ignobile materia”, ma saprà capire quanto siano vere le parole che apparvero nel 1999 su una locandina dell'Anno internazionale della chimica: “Je suis la fée de la matière, je suis la clé de la vie, je suis la chimie”.

Alessia Cosseddu

titolo: Diario social di un rettore
categoria: Multimediale
autore/i: Dei Luigi
editore: Firenze University Press
pagine: 88
prezzo: € 9.90