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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 4 mag 2016
ISSN 2037-4801

Recensioni

Proust, non solo madeleine
Narrativa

Proust, non solo madeleine

“Quante volte a Parigi, nel mese di maggio dell'anno seguente, mi accadde di comprare dal fiorista un ramo di melo e di passare poi la notte davanti ai suoi fiori”. La passione di Marcel Proust per i fiori è nota e nella sua monumentale e celeberrima opera, massima celebrazione letteraria del ricordo inteso non come ripetizione ma come creazione della nostra vita, a farla da padrone non sono solo le sinestesie relative a sensazioni gustative, come quella indotta dalla madeleine dell'incipit. La memoria olfattiva e visiva degli alberi, soprattutto dei loro frutti e fiori, ricorre infatti nella 'Recherche' con estrema frequenza. La categoria del 'naturale', possiamo dire, vi si pone sia come alternativa all'umano, sia come esito dell'osservazione dell'uomo stesso.

I molti passi citati da Valentina Vestroni ne 'I fiori della Recherche' sono in tal senso emblematici. Il Bois de Boulogne, ad esempio, è il luogo da cui lo scrittore, dopo una passeggiata in autunno, prende spunto per mescolare malinconia e zoologia, botanica e mitologia. Oppure si pensi ai meli, la cui eleganza in grado di creare “uno sfondo da stampa giapponese” ritorna più volte. Anche il carattere antropomorfo dei vegetali e quello vegetale degli esseri umani sono spesso sottolineati da Proust: le fanciulle di Balbec vengono paragonate a “variétés de roses”, il “viso tondo” di Madame de Cambremer a “certi fiori della famiglia delle ranuncolacee”. “Sia per la nonna sia per Marcel il giardino e l'albero sono poi un rifugio. Un luogo dove andare o fermarsi separandosi dagli altri che in quel momento sono per loro fonte di sofferenza”, osserva la francesista in questo libro  citando un altro passo proustiano: “Io sarei saltato giù dal letto per scendere svelto in giardino, senza più riflettere che la sera avrebbe riportato con sé l'ora di lasciare mia madre”.

Non si può leggere 'I fiori della Recherche' senza pensare a certe opere impressioniste come il Mazzo di asparagi di Edouard Manet, la Natura morta con rose bianche di Henry Fantin-Latour e, in particolare, 'Il giardino dell'artista a Giverny di Claude Monet, che opportunamente fanno parte del corredo iconografico del libro.

M. F.

titolo: I fiori della Recherche
categoria: Narrativa
autore/i: Vestroni Valentina
editore: Le Lettere
pagine: 117
prezzo: € 14.50