Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 5 - 4 mag 2016
ISSN 2037-4801

Recensioni

La vita si allunga a tavola
Saggi

La vita si allunga a tavola

Scritto dalla giornalista Eliana Liotta con la consulenza scientifica di due ricercatori dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo), la nutrizionista Lucilla Titta e Pier Giuseppe Pelicci lo scienziato che ha scoperto il primo gene dell'invecchiamento nei mammiferi, il volume 'La dieta smartfood' evidenzia lo stretto legame tra cibo e invecchiamento e suggerisce i cibi da scegliere per allungare la vita.

Nella parte iniziale del libro si illustrano i risultati di studi condotti alla fine degli anni '90, dai quali è emersa l'esistenza di geni che accelerano o rallentano l'invecchiamento; questi geni, si è scoperto più recentemente, sono influenzati dalle sostanze contenute in alcuni alimenti: “Alcune molecole dei cibi hanno un tale fascino chimico da insinuarsi nell'epigenoma per sedurre i tratti del Dna che regolano la durata della nostra vita. Possono inibire i geni dell'invecchiamento (gerontogeni) e attivare i geni della longevità (Longevity Assurance Genes)”. Come scrive Titta: “Agire su quelle vie genetiche significa anche ridurre le malattie del decadimento, i tumori, le demenze”.

I cibi smart sono dunque caratterizzati dalla presenza di alcune molecole 'intelligenti'. Quelle finora individuate sono sette - quercetina, resveratrolo, curcumina, antocianine, epigallocatechingallato, fisetina, capsaicina – e, attraverso i processi biochimici, “modificano le vie genetiche che presiedono alla durata della vita” ingannando l'organismo, facendogli credere che non stia mangiando: sono infatti cibi che mimano il digiuno. “Le sostanze mima-digiuno innescano un processo simile a quello provocato dallo stress biologico dello scarso apporto di cibo: si attivano i geni in grado di aumentare la sopravvivenza delle cellule, mentre non si esprimono quelli dell'invecchiamento, che spingono all'iperproduzione energetica, al ricambio cellulare e all'accumulo di grasso”.

Secondo quanto si è sperimentato recentemente, la restrizione calorica dilata l'esistenza in tutte le specie nelle quali è stata testata. Inoltre, si è visto che diminuire l'apporto calorico provoca anche una riduzione delle malattie senili: dal cancro alle patologie cardiovascolari, fino a quelle neurodegenerative.

I cibi proposti nel volume sono 30, dei quali 20 definiti Lonegevity Smartfood e 10 Protective Smartfood, e per ciascun alimento o categoria si illustrano i benefici e gli effetti sull'organismo. Nel primo gruppo troviamo le arance rosse, i capperi, le ciliegie, il cioccolato, i frutti di bosco, la lattuga, il peperoncino, il tè verde e quello nero, l'uva. Del secondo gruppo fanno parte, tra gli altri, aglio, frutta fresca, frutta a guscio, legumi, olio extra vergine di oliva e verdure.

Nella parte finale del libro si confermano o smentiscono alcune diffuse convinzioni sul cibo e sulle abitudini alimentari e si fornisce una guida pratica per adottare senza difficoltà la dieta smartfood.

Rita Bugliosi

titolo: La dieta smartfood
categoria: Saggi
autore/i: Liotta Eliana, Pelicci Pier Giuseppe , Titta Lucilla
editore: Rizzoli
pagine: 359
prezzo: € 16.90