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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 16 dic 2015
ISSN 2037-4801

Libreria a cura di Paolo Capasso

Pinocchio metafora della politica italiana

Pinocchio metafora della politica italiana

A inizio anno, poco dopo la sua uscita come rettore dall’università di Urbino, Stefano Pivato aveva dato alle stampe 'Al limite della docenza’, un pamphlet che sin dal titolo dichiarava la propria intenzione polemica nei confronti dei vizi dell'accademia italiana e dei suoi “baroni”. A chiusura del 2015, l’autore torna ai suoi interessi di studioso e docente di Storia contemporanea presso lo stesso ateneo marchigiano con 'Favole e politica’. Il saggio raccoglie una serie di spunti che si ricollegano ad alcuni dei precedenti lavori di Pivato: 'La bicicletta e il sol dell'Avvenire. Tempo libero e sport nel socialismo’, 'Onomastica e religioni politiche nell'Italia contemporanea’, 'L’uso pubblico della storia nella canzone italiana’, 'Canto e politica nella storia d’Italia’, 'Usi e abusi della storia nella vita pubblica italiana’ e soprattutto il più curioso e recente 'I comunisti mangiano i bambini. Storia di una leggenda’.

L’autore, come altri saggisti italiani quali Walter Veltroni e Gianni Borgna, è un appassionato esperto della cultura politica popolare e lo spettro tematico del suo lavoro va anche oltre le indicazioni date da titolo e sottotitolo, 'Pinocchio, Cappuccetto rosso e la Guerra fredda', e dall’ampio corredo iconografico, che rende il testo scorrevole come un libro illustrato. Il tema centrale è la “favola”, metafora intesa quale 'racconto' ma anche 'menzogna' e quindi fondamentale nell’analisi politica italiana e non, come attesta il florilegio di studi che le sono stati dedicati, da 'Potere invisibile. Il segreto e la menzogna nella politica contemporanea’ di Sergio Sorrentino a 'Le virtù della menzogna. Politica e arte dell'inganno’ di Martin Jay e 'Il politico come cinico. L'arte del governo tra menzogna e spudoratezza’ di Antonio Funiciello, da un classico come 'The Art of Political Lying-L'arte della menzogna politica’ di Jonathan Swift a 'Politica e menzogna’ di Luciano Violante.

L’uso della narrativa popolare quale forma comunicativa e strumento di propalazione della menzogna politica è estremamente interessante sul piano storico e sociologico. Testi, vignette, battute e fumetti riportati e commentati da Pivato confermano almeno tre dati che vale la pena di evidenziare per la loro utilità nell’interpretazione dell’attualità: ben prima che arrivassero la televisione e la rete, l’Italia aveva il suo mainstream nella carta stampata, nei manifesti e nei volantini, ma anche nella 'chiacchiera’ da bar, da piazza, da mezzi pubblici; in tale coacervo, tutto sommato coeso ancorché tecnicamente non strutturato come le reti informatiche e telematiche odierne, ebbero un particolare ruolo autori e giornalisti satirici; la qualità di tale produzione non fu sempre buona, tutt’altro, e anche firme illustri della nostra cultura si 'abbassarono’ molto per prestarsi a questo ruolo 'engagé’.

Nel secondo dopoguerra mondiale, a metà del secolo scorso, ravvisiamo quindi i prodromi di alcune caratteristiche dell’immaginario contemporaneo che si potrebbe erroneamente pensare siano una novità: il successo di attori e autori come Crozza e i Guzzanti, il profluvio televisivo e internettiano di battute e caricature contro Berlusconi e Renzi, la mescolanza di alcuni spunti geniali come quelli forniti da Bucchi o Altan con una comicità di qualità ben minore, la leadership politica di Grillo. In questo scenario, Pinocchio rimane una metafora inossidabile, come dimostra l’inesausta teoria di interpretazioni dell'opera colladiana che si succedono da oltre un secolo e mezzo. Ma assieme a icone come quella del burattino vanno considerati un frame di ingenuità e malizia commiste, la generale cedevolezza allo storytelling, l’incapacità di privilegiare l’analisi critica rispetto alla fascinazione retorica: caratteristiche che continuano a spiegare alcuni cronici deficit politico-culturali del nostro Paese.

Marco Ferrazzoli

titolo: Favole e politica
categoria: Narrativa
autore/i: Pivato Stefano
editore: Il Mulino
pagine: 188
prezzo: € 19.00