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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 21 ott 2015
ISSN 2037-4801

Libreria a cura di Paolo Capasso

Parkinson tra mistica e ricerca

Parkinson tra mistica e ricerca

Il titolo 'Non pensare mai all'orso bianco’ è ispirato a una storiella che raccontavano all’autore (e al sottoscritto) da bambino: un imbroglione convince un uomo ad acquistare la formula magica per trasformare il metallo in oro, avvertendolo però di non pensare all’orso bianco quando la pronuncerà, altrimenti la trasformazione fallisce. Naturalmente l’uomo non riuscì mai a non pensare all’orso bianco. Un apologo ingenuo ma che aiuta a riflettere sull’impossibilità di dimenticare a comando, uno dei misteriosi e affascinanti meccanismi della nostra coscienza.

Il libro di Gualtiero Giovando è però dedicato ad altro, come indica il wertmulleriano sottotitolo: “Canto alla vita. Come ho affrontato (a modo mio) la malattia. Suggerimenti integrati e leggeri per affrontare i problemi duri della vita. Dedicato a tutte le persone sane affinché non si ammalino. E a tutti i malati perché non si scoraggino e continuino a lottare e sperimentare”. Uno dei numerosissimi casi di 'storytelling’ della malattia, dunque: in questo caso particolare però l’autore, pur essendo un ricercatore, è convinto che per affrontare una seria malattia degenerativa come il morbo di Parkinson l’approccio razionale non basti, occorrendo anche “genuini sentimenti di amore universale”, l’applicazione di tecniche “nella fiducia e nella gioia”, una spinta “morale ed emozionale”. È così che Giovando, dopo la sperimentazione di “nuove idee” per combattere questo male e un’esperienza di “nove giorni” nel monastero di Saint-Honorat, nelle Isole Lérins, di fronte a Cannes, suggerisce la preghiera, “la gioia e l'applicazione di tecniche particolari”, di “ascoltare il proprio corpo facendo il silenzio nell'anima”. Ma propone anche l’uso delle erbe e dei ceci che, assicura, “attenuano il tremore, sono buoni e nutrienti” e per i quali l’autore illustra persino qualche ricetta. In questa folgorazione mistica, però, il ricercatore non dimentica “le pratiche mediche e quelle farmacologiche”, avverte che il suo “non è un libro di medicina” ma un racconto di “libere opinioni e sperimentazioni di ricercatore parkinsoniano”, consiglia “prudenza a chi volesse intraprendere una via di cura a volte estrema come quella che ho sperimentato su me stesso e che qui racconto” e comunque di consultarsi prima con il medico.

Da questo patchwork, composto anche da citazioni esortative come “Yes we can” e “Chi fa da sé fa per tre”, si può trarre un’ovvia conclusione: che, al momento dell’impatto con una patologia degenerativa contro la quale la scienza ufficiale non ha ancora risposte risolutive, la tentazione di provare altro è comprensibile e irrefrenabile; che anche la scienza ufficiale deve cercare di comprendere maggiormente come mai alcune tecniche eterodosse apportino effettivi benefici ai malati; che serve una rigorosa vigilanza perché i malati non diventino preda di chi propone loro cure miracolose, poiché non sempre si tratta di persone in buona fede e corrette come l’autore di questo libro.

Marco Ferrazzoli

titolo: Non pensare mai all'orso bianco
categoria: Narrativa
autore/i: Giovando Gualtiero
editore: Sp Joy
pagine: 194
prezzo: € 16.00