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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 21 ott 2015
ISSN 2037-4801

Libreria a cura di Paolo Capasso

Il tempo e i tempi in Dino Buzzati

Il tempo e i tempi in Dino Buzzati

Secondo il Dizionario etimologico della lingua italiana di Pianigiani, 'guidare' deriverebbe da un verbo gotico il quale, nella sua prima accezione, significherebbe 'osservare', 'vegliare', 'indicare', 'notare', 'prognosticare'. La radice sarebbe la medesima del latino 'videre' (nel significato attivo di 'far vedere', 'indicare'). Il Vocabolario della Crusca propone anche la derivazione dall’antico tedesco 'vidan' (moderno 'weiden'), ovvero ‘condurre al pascolo’. L’avverbio ‘naturalmente’ significa, secondo la lezione del Convivio dantesco, ‘in conformità alla propria natura’.

Dino Buzzati ha visto scorrere tra le sue vene le cose parlanti, alle quali ha dato lo statuto di esseri animati, degne di entrare in letteratura. Non si è permesso di modificare il tempo e i suoi tempi, ma lo ha osservato, si è lasciato guidare e lo ha popolato di bestie, di persone, di oggetti, di poesia, di articoli di giornale, di letteratura. Ha rispettato il tempo, analizzandolo, senza mai violentarlo o piegarlo al proprio volere, studiandolo nelle sue sfumature letterarie e intellettuali.

Il libro di Cristiana Lardo ‘Ci vorrà naturalmente una guida. Memoria e dialoghi nell’opera di Dino Buzzati’ (Edizioni Studium), a sua volta, porta rispetto a Buzzati, ai suoi tempi, al suo tempo. Il volume è un cronotopo dell’opera buzzatiana guardata dalla fine, ovvero da quel libro non classificabile, non inquadrabile in alcuno schema, non etichettabile, che è 'I miracoli di Val Morel', vera e propria istantanea di un reale, che mantiene il fantastico, il realistico, il reale, il surreale, il sovrarazionale, le contraddizioni, le paure, le angosce, gli incubi, i sogni, ma anche il lieto fine.

Nella prima parte, dedicata appunto alla memoria, Lardo indaga come i toni, i momenti, i contenuti, il vissuto, le speranze, le angosce vengano ripercorsi e declinati in una dimensione sovra-letteraria, sovra-artistica, che è quella della purezza della poesia. La seconda parte del volume è, invece, incentrata sui dialoghi: in essa l’autrice tenta di ridare voce a testi sicuramente presenti nella biblioteca buzzatiana, ma camuffati, dissimulati e nascosti dietro una prosa che diventa marchio di originalità dello scrittore giornalista. C’è Pascoli, c’è Leopardi, c’è Montale, c’è Gadda: ma c’è anche un dialogo incessante con la letteratura coeva (un interessante paragrafo è dedicato a Buzzati ‘cronista di libri’).Un dialogo con i toni, con l’ironia, con la leggerezza.

Il libro è sicuramente il prodotto di una ricerca impegnata, uno studio critico importante nel panorama dei contributi buzzatiani. Ma è anche altro: è un viaggio nell’universo mentale, spaziale e temporale di Buzzati, attraverso le sue parole, le sue immagini, le cose viste, i libri letti, le frequentazioni, gli ambienti circostanti. Un viaggio intrapreso in primis dal tempo in se stesso; poi da tutti coloro che decidono di votarsi alla tutela e alla salvaguardia dei tempi e dei luoghi, senza farne capriccio della propria penna; infine da critici intelligenti, che leggono, e non anatomizzano, le opere, che le sfogliano e le sfiorano in punta di penna, senza lasciare segni, ma solo intuizioni.

Ilaria Batassa

titolo: Ci vorr naturalmente una guida
categoria: Saggi
autore/i: Lardo Cristiana
editore: Studium
pagine: 116
prezzo: € 12.00