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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 26 ago 2015
ISSN 2037-4801

Libreria a cura di Paolo Capasso

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L'uomo 'artefice'

Qual è l’unità con cui si misura il passato dell’umanità? Conflitti sanguinosi, lotte per il potere e l’incessante alternanza di imperi affollano le pagine dei libri di storia, scandendo quelle che, secondo gli studiosi, rappresentano le svolte principali dell’intero corso degli eventi di cui la nostra specie è stata protagonista. Nel libro 'Homo Faber’, Edoardo Boncinelli, genetista di fama internazionale, e Galeazzo Sciarretta, imprenditore e divulgatore scientifico, propongono una via alternativa di valutazione, una chiave di lettura che guarda alla capacità dell’uomo di trovare soluzioni per sopperire ai propri limiti fisici e biologici.

Anche prima della moderna formalizzazione della scienza, infatti, l’uomo ha sempre utilizzato le sue straordinarie facoltà cognitive per ideare e costruire strumenti che gli consentissero di aumentare la possibilità di far fronte a esigenze primarie, come la necessità di procacciarsi il cibo, o intellettuali, come il bisogno di lasciare traccia delle proprie imprese. Gli oggetti - e l’expertise a essi associato - che questa capacità ha permesso di realizzare, spiegano Boncinelli e Sciarretta, sono i veri protagonisti di tutte le più importanti tappe della storia dell’umanità: una cifra interpretativa che in qualche modo si allaccia all’esegesi del celeberrimo ‘Armi, acciaio e malattie’ di Jared Diamond e della scuola storiografica francese delle Annales.

Se la produttività inventiva contraddistingue la specie Homo dai suoi albori, è con l’avvento dell’agricoltura, a cui i due autori dedicano un’ampia parte del libro, che essa inizia a incidere maggiormente sul progresso tecnologico dell’uomo. La stabilità garantita da un costante apporto di risorse alimentari favorì, nel periodo che va sotto il nome di neolitico, la nascita dei primi insediamenti umani, al cui interno poterono svilupparsi competenze sempre più diversificate e raffinate. Risale a questo periodo la nascita dei mestieri e delle specializzazioni, che facilitarono, man mano che crescevano le esperienze relative a una determinata classe di problemi, la creazione di artefatti sempre più sofisticati.   

Altro aspetto centrale che i due studiosi individuano è l’avvento della scienza intesa in senso moderno. La verificabilità e il controllo previsti dal metodo sperimentale hanno costituito il passaggio da una conoscenza pratica, derivante dall'osservazione del mondo, a una sistematizzata, mettendoci nella condizione di poter elaborare apparati strumentali basati sulle leggi che regolano la natura o addirittura mirati a operare su di esse. La medicina ippocratica, mirata a prolungare e migliorare l’esistenza umana, ha così incrementato notevolmente la sua efficacia grazie alle scoperte della biologia e al successivo sviluppo delle biotecnologie. Lo stesso si può dire per la metallurgia o l’ingegneria, di cui i due autori rintracciano le origini nell’ancestrale esigenza di costruire armi per sovrastare avversari fisicamente più forti e nella necessità di realizzare mezzi di trasposto che velocizzassero lo spostamento di merci o uomini.  

L’ultimo capitolo del libro, in una sorta di sintesi della tesi sopra esposta, è invece dedicato a una riflessione sul futuro dell’Homo Faber. Gli autori, considerata la complessa tecnologia di cui la nostra specie è in possesso, si dicono convinti che la spinta verso la ricerca del progresso continuerà instancabile, come sempre è stato fin dalla preistoria. 

Matteo Massicci

titolo: Homo Faber
categoria: Saggi
autore/i: Boncinelli Edoardo, Sciarretta Galeazzo
editore: Baldini e Castoldi
pagine: 287
prezzo: € 17.00