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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 26 ago 2015
ISSN 2037-4801

Libreria a cura di Paolo Capasso

Neuroni specchio, bisogna fare chiarezza<br />

Neuroni specchio, bisogna fare chiarezza

Nel 1992 un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma riferì di aver scoperto nella corteccia premotoria dei macachi una nuova classe di cellule, 'neuroni specchio', che avevano la sorprendente capacità di attivarsi sia che la scimmia compisse un’azione sia che la osservasse da un suo simile. Queste unità cellulari vennero considerate veri e propri simulatori di realtà virtuale: replicavano all’interno dell'encefalo dei primati ciò che accadeva al di fuori, come se i macachi avessero la facoltà di interpretare i gesti altrui e simularli. L’idea di avere nel cervello strumenti capaci di decodificare il comportamento degli altri, generando empatia, si rivelò estremamente interessante e permise di applicare la teoria allo studio della comunicazione e della cognizione umana.

Gregory Hickok, professore di Scienze cognitive presso l’Università della California a Irvine, sostiene nel suo saggio 'Il mito dei neuroni specchio' come sia sensato che il cervello abbia un meccanismo per comunicare le informazioni sulle azioni percepite degli altri ad aree motorie che codificano le operazioni da eseguire. Hickok contesta però le risposte semplicistiche che questa tesi darebbe a comportamenti umani complessi come il linguaggio, l'apprendimento, la teoria della mente, l’imitazione e l’autismo.

L'autore illustra nel volume la sua tesi, escludendo che ci siano prove dirette che nelle scimmie i neuroni specchio siano alla base della comprensione dei gesti altrui. Inoltre, le risposte dei neuroni nei macachi non sono paragonabili alle reazioni dei neuroni negli uomini, in quanto l’esecuzione e la comprensione delle azioni negli esseri umani avvengono in maniera separata, coinvolgendo una complessità tale di reti neurali da escludere l'assunto generico secondo cui uomo-vede-uomo-fa. Ci vuole quindi, secondo Hickok, un procedimento ben più articolato per spiegare l’imitazione umana.

Il neuroscienziato pone anche l'accento sulla mancanza di prove concrete che eventuali danni al sistema specchio umano possano dar luogo a deficit di comprensione delle azioni: secondo i sostenitori di questa teoria infatti, le cause dell'autismo sarebbero da ricondurre a una ipotetica 'rottura' di questi specchi, riducendo una patologia complessa a un mero malfunzionamento neuronale.

Le anomalie riscontrate da Hickok non devono tuttavia portare all'abbandono totale della teoria dei neuroni specchio alla base dell'apprendimento dei comportamenti; le stesse debolezze di questi studi potrebbero condurre a esplorare spiegazioni alternative della loro attivazione, quale, ad esempio, l’associazione senso-motoria, allo scopo di scegliere l’atto da effettuare, processo che farebbe considerare queste cellule non più la causa ma la conseguenza della comprensione delle azioni degli altri.

Laura Anderlucci

titolo: Il mito dei neuroni specchio
categoria: Saggi
autore/i: Hickok Gregory
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 292
prezzo: € 24.00