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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 11 giu 2014
ISSN 2037-4801

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Khalid 'l’immortale’

Khalid 'l’immortale’

Un ragazzino libico decide di scappare in Italia nel corso della guerra civile, per lui ancora più lancinante, poiché il padre è fedele a Gheddafi e il fratello maggiore è addirittura riconosciuto, ancorché erroneamente, come l’assassino del rais. A raccontarcene la storia è Monica Mondo ne 'Il mio nome è Khalid’.

Il tredicenne si imbarca su una nave per Roma (per la precisione Civitavecchia): una di “quelle più grandi”, per evitare i rischi connessi alle carrette del mare dirette in Sicilia, a cui tanti africani affidano la loro disperazione. Khalid, infatti, non solo è molto sveglio per la sua età ma parla correttamente l’italiano grazie alla televisione, tg e soprattutto 'Grande fratello’, e all’insegnamento della nonna, la familiare con cui intrattiene il rapporto più intenso.

L’emigrazione però dura un tempo brevissimo, segnato da alcuni incontri determinanti, tra cui quello con un ragazzo leggermente più grande, Paul. E proprio mentre si trova insieme a questo 'ghanese de Roma’ subisce l’aggressione di una banda di teste rasate, durante la quale spunta il pugnale del nonno che Khalid aveva portato con sé.

La drammatica disavventura - che il libro fa vivere in tempo reale con un plot narrativo un po’ didascalico - termina in un convento di suore, dove l’adolescente viene accudito fino al rimpatrio scopre ndouna solidarietà amorevole che non aveva mai conosciuto prima, al punto di avvicinarsi – molto cautamente – alla fede cristiana. Al suo rientro a Tripoli, benché l’infuriare della battaglia si sia sopito, trova una città e una nazione, se possibile, ancor più divise.

Anche le persone sono molto mutate. Il fratello ha dismesso la divisa rivoluzionaria per la tuta da meccanico e cerca di tirare avanti; Suha, la ragazzina di cui Khalid è inconsapevolmente innamorato, ha in serbo un’altra sorpresa: la sorellina Ikram parla, il miracolo in cui il ragazzo aveva sempre sperato, confidandolo anche al Dio cristiano per tramite delle suore, si è compiuto.

Nel finale l’autrice inserisce così un riferimento al proprio profondo cattolicesimo, con la stessa delicatezza con la quale affronta la complessa e drammatica tematica che fa da cornice al libro: le guerre del Magreb, l’immigrazione, il razzismo. E perfeziona in tal modo la natura di 'romanzo di formazione’ dell’opera. Nel romanzo breve Khalid, il cui nome significa “Vivrà per sempre”, parla in prima persona con la stessa efficacia letteraria che Monica Mondo aveva già mostrato nel suo precedente 'Sarà bella la vita’, romanzando la propria uscita dall’anoressia.

Marco Ferrazzoli

titolo: Il mio nome Khalid
categoria: Narrativa
autore/i: Mondo Monica
editore: Marietti 1820
pagine: 89
prezzo: € 12.00