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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 26 feb 2014
ISSN 2037-4801

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La politica è finita in rete

La politica è finita in rete

Come già 'L’ultimo Dio’, questo 'Qualcuno era italiano’ di Paolo Ercolani – che insegna Storia della filosofia e teoria e tecnica dei nuovi media all’università di Urbino - richiede un giudizio e una valutazione articolati. Se per il saggio precedente l'esigenza nasceva soprattutto dall'ampio ricorso alla letteratura sul tema del ruolo dei nuovi media per i cittadini, in questo nuovo testo, il cui campo d’indagine rimane quello del passaggio  “Dal disastro politico all’utopia della Rete”, sono compositi proprio i contributi dell'autore: il libro raccoglie infatti una lunga intervista a Carlo Freccero e una serie di articoli pubblicati su Critica liberale tra 2011 e 2013. Si parte quindi da Guy Debord, per così dire, fino ad arrivare alla cronaca politico-mediatica più minuta e recente, quella che vede per protagonista il Movimento 5 Stelle e un giornalismo d’inchiesta che “non mette in discussione il sistema, ma si limita a denunciare i furti, gli sprechi, il malaffare” quasi a dire “questo sarebbe il migliore dei mondi possibili, se non ci fossero quei ladroni che rubano e girano in auto blu”. Per citare Morozov, vivamo un'epoca di “aspiranti rivoluzionari digitali possono stare per sempre comodi sul loro divano” per i quali “non è importante se la causa per cui combattono è reale o meno”. Rivoluzionari da salotto e computer che finiscono per diventare “il suddito ideale del regime totalitario”, dicendola stavolta con Hannah Arendt, “l’individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più”.

Lo scetticismo, per usare un eufemismo, dell'autore resta quello del saggio precedente. Nella società basata sulla comunicazione, secondo Ercolani “ogni cosa deve essere veloce, immediatamente fruibile, non troppo approfondita ma in grado di esercitare un’influenza decisiva nell’animo del cittadino spettatore/consumatore”, la “frequentazione diretta” scompare, così come le ideologie, al punto di ritinere che “pensare non serve a nulla” e che “l’intellettuale appartiene alla casta, è un parassita che non si sporca le mani”.

Marco Ferrazzoli

titolo: Qualcuno era italiano
categoria: Saggi
autore/i: Ercolani Paolo
editore: Mimesis
pagine: 233
prezzo: € 18.00