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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 29 gen 2014
ISSN 2037-4801

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Il genius loci di Pericoli

Il genius loci di Pericoli

L’espressione un po’ retorica di 'paesaggio interiore’ sta a indicare il riverbero mnemonico ed emotivo che il paesaggio esteriore provoca in noi, facendoci provare alcune emozioni di fronte a una certa scena e, talvolta, toccandoci così nel profondo da indurci a immaginare che lì risieda un genius loci a noi particolarmente congeniale. È una questione estetica ed etica insieme: ci viene istintivo pensare che un ambiente naturale o un ecosistema misto particolarmente ordinati, regolari, dolci, per esempio, siano 'belli’ in quanto 'buoni’, espressione dell'equilibrio tra uomo e natura, di un doveroso rispetto del pianeta e dei suoi abitanti.

In questa ottica, per usare un termine non a caso, si inseriscono 'I paesaggi’ di Tullio Pericoli, raccolti da Adelphi in un ponderoso volume che costituisce un’intelligente operazione editoriale: le opere sono infatti riprodotte su carta normale di buona grammatura, che esalta la grafica essenziale e i colori delicati dell’artista marchigiano, e che consente di contenere i costi conferendo al libro un aspetto più 'friendly’ rispetto al consueto catalogo in carta patinata e con copertina rigida.

'I paesaggi’ colleziona l’intero arco della produzione di Pericoli, dai primi anni ’70 a oggi, permettendo di evidenziarne sia la sostanziale continuità, sia la varietà e l’evoluzione. Molte opere sottendono metafisica e surrealismo, vi si ritrovano accenti dechirichiani ma anche rimandi più classici (inevitabile confrontarle alla 'Città ideale’), come 'Maltempo al suolo’ dell’87. Si va poi dalla raccolta di R. (Robinson Crusoe), già proposta da Adelphi, agli scenari collinari delle Marche riconoscibilissimi, nonostante il rifiuto di qualunque banale letteralità, proposti al pubblico qualche anno fa in una temporanea ospitata ad Ascoli Piceno.

“Alle luci, ai colori, alla natura e alle forme della mia terra natale”, del resto, è dedicata l’intera pubblicazione, dalla quale traspare una nostalgia comprensibile (Pericoli si è da tempo trasferito a Milano). Una dedizione che ricorda quella di altri artisti, tra i quali è da citare almeno il fotografo senigalliese Mario Giacomelli. A puntellare la galleria, testi di autori imprescindibili per la cosiddetta 'ecologia della mente’ (o dell’anima) come Zanzotto e Borges.

Si può scorrere questo libro come in una passeggiata alla Mussorgsky, oppure soffermarsi su ciascuna pagina alla ricerca dei dettagli che si nascondono: in una 'Torre sotto la pioggia’ del 1979 si rinviene persino una profetica chiocciolina da e-mail. Pochissime, invece, le presenze umane (in 'Vita del pittore’ dell’89, per esempio) e rare quanto remote anche quelle animali (in 'Fringuelli migratori; è del 1976). Come se il paesaggio bastasse a se stesso.

Marco Ferrazzoli

titolo: I paesaggi
categoria: Narrativa
autore/i: Pericoli Tullio
editore: Adelphi
pagine: 488
prezzo: € 36.00