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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 17 - 11 dic 2013
ISSN 2037-4801

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'Netval’ fa il quadro della ricerca italiana

'Netval’ fa il quadro della ricerca italiana

Una banca dati completa per capire quanto e come la ricerca produce innovazione, partecipando allo sviluppo dell’economica nazionale. È il X rapporto Netval (Network per la valorizzazione della ricerca universitaria) intitolato 'Seminiamo ricerca per raccogliere innovazione’. Il lavoro è stato predisposto da un gruppo di lavoro coordinato da Andrea Piccaluga, professore di Economia e gestione delle imprese alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Nel testo vengono documentate le attività di 59 istituzioni, tra università ed enti di ricerca italiani, dettagliando mediante dati statistici i risultati conseguiti nell’ambito del 'trasferimento tecnologico’ tra le strutture di ricerca e le imprese private. Presieduta da Riccardo Pietrabissa, professore di Bioingegneria industriale al Politecnico di Milano, Netval è un’associazione nata da oltre 10 anni con l’obiettivo di favorire la cultura del valore della ricerca, promuovendo tutti i processi per il suo potenziamento.

Nel testo, i dati sono stati raccolti attraverso questionari indirizzati ai rettori delle 55 università partecipanti, delle quali fa parte circa l’80% degli studenti e dei docenti su territorio nazionale, e ai responsabili degli Uffici di trasferimento tecnologico (Utt) degli enti (Centro italiano ricerche aerospaziali, Consiglio nazionale delle ricerche, Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, Enea e Istituto nazionale di fisica nucleare). In base ai dati del 2011, la gestione della 'proprietà intellettuale’, ossia dei brevetti e di altri marchi, è la funzione principale svolta da questi uffici, seguita dall’attività di spin-off, cioè dal supporto alla creazione di particolari imprese hi-tech e dal lavoro legato alla valorizzazione dei brevetti mediante licenze.

Inoltre risulta che nel 2011 sono stati ottenuti 231 brevetti, che sono quindi triplicati rispetto al 2004 e diminuiti di circa un terzo rispetto al 2010; la media è di quasi cinque per università.

Le imprese spin-off, rappresentano, secondo il rapporto, una delle realtà emergenti nel nostro Paese: delle 1.082 italiane attualmente esistenti, circa l’87% è stato costituito nell’ultimo decennio e nel 2011 ne sono state create ben 96.

Nel secondo capitolo, dedicato al ruolo degli Utt, si esamina la situazione del Cnr. Alla fine del 2012, esso contava 517 titoli attivi, tra cui brevetti, diritti d’autore e marchi; nel 2012, inoltre, ha favorito la nascita di 58 società spin-off.

Viola Rita

titolo: X rapporto Netval
categoria: Rivista
autore/i: AA. VV.
editore: Maria Pacini Fazzi
pagine: 160