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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 15 - 30 ott 2013
ISSN 2037-4801

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L'Italia tra innovazione e indifferenza

L'Italia tra innovazione e indifferenza

Sin dal titolo ‘La cultura si mangia!’, il libro di Bruno Arpaia e Pietro Greco è un’evidente replica all’affermazione “con la cultura non si mangia”, pronunciata qualche tempo fa da un allora ministro della Repubblica. Per rispondere, gli autori propongono il confronto tra una ‘vecchia’ idea di società e i cambiamenti in corso in termini di economia, organizzazione dell’impresa, ambiente favorevole alle novità e al coraggio sociale, che stanno assumendo proporzioni macroscopiche. La loro posizione può naturalmente essere condivisa o meno, ma non si può dire non sia informata e soprattutto chiara.

La società dell’informazione, lo sviluppo di una nuova visione della città in termini di reti, relazioni, spazi comuni sono ormai un processo che riguarda tutti i paesi avanzati. Progressivamente ci si è resi conto che i sistemi di comunicazione e internet sono la frontiera per dare valore alle attività produttive. Ma per questa infrastruttura c’è bisogno di contenuti, di nuovi servizi e di nuove iniziative. In questo nodo la cultura, intesa come strumento di lavoro, assume un connotato strategico nuovo: da patrimonio di ristrette élites si sta trasformando nel vero motore economico per diversi settori e attività. ‘Con la cultura si mangia’ è quindi la conclusione degli autori, sempre che per cultura si intenda lo sviluppo intelligente e creativo di nuove esigenze e di risposte ai nuovi problemi.

L’Italia è, su questo punto, bloccata tra un nostalgico sogno ‘industrialista’ e le difficoltà di introdurre i cambiamenti necessari per realizzare investimenti tecnologici e politiche innovative. Leggendo nel libro la dettagliata ricostruzione dei problemi italiani del nostro tempo possono facilmente essere richiamati alla memoria i grandi dibattiti che si svolsero nel dopoguerra, tra progetto di paese agricolo o industriale, e all’inizio degli anni '60, ad esempio i convegni organizzati dal Mondo di Mario Pannunzio e gli interventi critici di Ernesto Rossi sul capitalismo italiano, su come rendere competitiva l’industria attraverso la nazionalizzazione delle fonti di energia.

C’è però un punto essenziale di distanza da quei periodi storici: oggi, non vi è alcun dibattito. Ogni affermazione, ogni polemica, ogni proposta che riguardi la cultura e la scuola come motori della crescita sembra cadere nel vuoto e ciò rappresenta forse il dato più grave della situazione odierna: questa indifferenza è il vero, silenzioso, protagonista del volume, da cui emerge in modo chiaro che nessun gruppo o contesto sociale trova utile confrontare le proprie idee su questi problemi. Questa indifferenza, forse, è il vero segnale del declino italiano.

Roberto Reali

titolo: La cultura si mangia!
categoria: Specialistica
autore/i: Greco Pietro, Arpaia Bruno
editore: Guanda
pagine: 174
prezzo: € 12.00