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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 15 - 30 ott 2013
ISSN 2037-4801

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Storia di usura tra Napoli e Vilnius

Storia di usura tra Napoli e Vilnius

Per costruire un romanzo solido nella struttura e scorrevole nello stile esistono alcune norme, semplici in teoria ma tutt’altro che tali nella pratica. Claudio Ansanelli le rispetta scrupolosamente, il che consente a 'Prima le cameriere poi le vongole’ di entrare con piena dignità in quella narrativa ‘artigianale’ che molto pubblico ama e che quasi tutti i critici letterari disprezzano, tacciandola con definizioni quali 'di genere’.

Il primo elemento di appeal è il titolo, curioso e che riprende una frase casuale del protagonista, pronunciata in un contesto che avrebbe meritato tutt’altro commento: Biagio Arena si trova infatti prigioniero di una banda di strozzini che stanno cercando di ottenere capitale prestato e interessi. Secondo e fondamentale elemento di successo è il lead o incipit: fondamentale - come sanno i giornalisti, ma la norma vale anche per i romanzi - poiché pochissimi lettori proseguono nei capoversi successivi. Ansanelli parte con un attacco duro, deciso: due scagnozzi della camorra fanno irruzione nell’agenzia immobiliare di Biagio e gli ricordano il saldo da versare con i metodi che si possono immaginare.

Da qui, l’autore avvia una storia colorata di giallo e nero, brillante nella forma (con qualche eccesso di spirito che è tra i limiti del romanzo) ma drammatica nella sostanza: il precedente che ricorre alla memoria è un po’ 'La mazzetta’ di Attilio Veraldi, che divenne un film di successo con un cast stellare in cui rifulgeva un grande Nino Manfredi. Il plot del libro è classico ma sempre efficace: un flash back con progressione cronologica lineare e ampie digressioni, che allontanano il lettore dalla location partenopea per farlo viaggiare tra Dolomiti, Olanda, Lituania, truffe assicurative, crisi e tradimenti coniugali (Ansanelli rinuncia però a qualunque indulgenza erotica, escamotage molto caro ai narratori esordienti in cerca di visibilità).

Altrettanto tradizionale la conclusione 'a sorpresa’, attuata recuperando un particolare fatto scivolare con apparente noncuranza nelle prime pagine del libro. Insomma, una buona storia 'cinematografica’, quasi un soggetto pronto, che sottende con leggerezza un 'messaggio’ civico. Come un musiliano 'uomo senza qualità’ dei giorni nostri, infatti, Biagio Arena si infila nell’inferno usurario con spontanea incoscienza e assoluto cinismo, totale mancanza di valori e ideali, uscendone grazie alla sua Beatrice. La salvezza rincuora il lettore, perché l’uomo è simpatico, quasi innocente, ma conferma la solidità di un sistema che, tra cupole malavitose e connivenze diffuse, ha assunto l’amoralità quale fondamento.

Marco Ferrazzoli

titolo: Prima le cameriere e poi le vongole
categoria: Narrativa
autore/i:
editore: Homo scrivens
pagine: 272
prezzo: € 16.00