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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 15 mag 2013
ISSN 2037-4801

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Le confessioni di un critico 'psicanalitico'

Le confessioni di un critico 'psicanalitico'

Come ha scritto in una bella recensione Roberto Carnero sul Sole 24 Ore Domenica, 'La malattia dell'altrove', più che un'autobiografia, è una confessione. Lo storico della letteratura Elio Gioanola vi ha impresso con una franchezza disarmante tutte le proprie difficoltà e il senso di inadeguatezza che un tempo chiamavamo 'complessi'.

"Non mi sono mai trovato a mio agio nell'esistenza" è l'ammissione più emblematica, insieme ad altre riferite ai rapporti con le donne e con la moglie: "eccessi della mia inferiorità", "deficit di libido", "una carezza, forse l'unica", il glaciale "cosa vuoi?" con cui la consorte gli risponde al telefono, il terribile "Io non riesco a innamorami di te" con cui ricorda gli approcci precedenti ai "mesi del fidanzamento, i più felici della mia vita", il rimpianto per l'altra donna (quella davvero amata). Ma l'aspetto più interessante del volume, insieme alla qualità semplice e colta della scrittura, è il legame che Gionaola stabilisce tra questi aspetti così intimi e la sua vita professionale.

Intanto, nelle pagine in cui spiega come il suo sentirsi ed essere 'altro', ad esempio per la profonda religiosità e per l'approccio critico particolare, abbia nuociuto alla carriera, condotta all'Università di Genova. Nel mondo accademico l'autore incontra "più carrierismo che cultura", risulta "il candidato più bocciato" per una cattedra da ordinario, finisce confinato in un insegnamento periferico da un capo dipartimento "sempre stato ostile", riuscendo a stabilire solo qualche episodico rapporto di stima, come quello con Edoardo Sanguinetti.

Ma l'aggancio più stretto tra il disagio esistenziale di Gionaola e la sua attività letteraria, come studioso e come scrittore, è quello che lo identifica quale "critico psicanalitico", dedito ad autori come Leopardi nei quali "la malattia entra nel cuore stesso delle opere" con particolare evidenza: la "meravigliosa malattia".

Quasi a stabilire un automatismo, l'autore evidenzia che "non si scrive se non si sta male", che "se si sogna fin da ragazzo di diventare scrittore... vuol dire che non ci si sente troppo bene nel mondo com'è", che "dal soffrire" viene "il capire". "Fin dall'inizio della mia attività letteraria ho fatto della malattia" il "punto prospettico privilegiato per lo studio di opere e autori della modernità".

Alla soglia degli ottant'anni e "abituato a svelare lo star male altrui", Gionaola "non si ritrae dal narrare i propri disagi" con l'ingenuità struggente che è solo dei bambini e dei vecchi. E in un libro che è una miniera di spunti intellettuali e umani, due filoni si offrono più cospicui: quello nostalgico ed 'ecologista' e quello di una convinta ma sobria religiosità, con un'attenzione al mistero e al miracolo quali dimostrazioni della "presenza di una vita altra", di un "altrove" cercato ininterrottamente.

Marco Ferrazzoli

titolo: La malattia dell’altrove
categoria: Narrativa
autore/i: Gioanola Elio
editore: Jaca Book
pagine: 200
prezzo: € 18.00