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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 17 apr 2013
ISSN 2037-4801

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La cecità vista dal 'crudele' Altan

La cecità vista dal 'crudele' Altan

Cico è un cieco e non un "non vedente", poiché l'ipocrita litote che, come scrive Ferruccio Alessandri, si usa "quasi che la parola cieco fosse una parola sporca", mal si adatta al politically uncorrect di questo libro di Altan. Ma anche quest'espressione anglosassone non è la migliore da usare per definire lo spirito delle strisce qui raccolte e che sono, piuttosto, feroci, crudeli, implacabili. Come lo è Pippo, il coprotagonista, figlio e accompagnatore, che non si perita di sbeffeggiare il padre mandandolo a sbattere contro gli ostacoli, mostrandogli il sedere, mentendo mentre fuma, ("è smog", gli dice) o tranquillizzandolo con un "dormo" mentre si accompagna con una donna.

Una crudeltà che raggiunge il sublime in battute e vignette davanti alle quali è difficile trattenere un riso del quale, un po', ci si vergogna. Per esempio quelle in cui Pippo regala al padre una cyclette per non doverlo accompagnare, "tanto per te il paesaggio non è importante", oppure, addirittura, un caleidoscopio. E quando Cico fa incredibilmente strike a bowling, il figlio gliene nega la soddisfazione: "Purtroppo non ne hai preso nemmeno uno. Ma è già tanto per un cieco".

A compensare questa crudeltà, però, è l'ottusità del padre, tronfio nel proprio handicap, chiuso in un angusto perimetro di pregiudizi. In alcune battute, la connotazione ideologica rimanda agli anni '70 nei quali la striscia nacque ma, come sempre in Altan, non pregiudica un umorismo puro, istintivo, immediato, senza distinzioni di colore politico. E che è molto più caustico di qualunque satira poiché colpisce ciascuno di noi.

M.F.

titolo: Cico & Pippo
categoria: Narrativa
autore/i: Altan
editore: Gallucci
pagine: 98
prezzo: € 10.00