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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 17 apr 2013
ISSN 2037-4801

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Idioti, ignoranti, di chi la colpa?

Idioti, ignoranti, di chi la colpa?

Nell'epoca in cui le tecnologie dell'informazione e della comunicazione ci mettono a disposizione una quantità sterminata di notizie e commenti, con una velocità e interattività che non abbiamo mai conosciuto in passato, stiamo davvero diventando 'Un popolo di frenetici, informatissimi idioti', come sospetta Franco Ferrarotti, o di 'Ignoranti', come afferma Roberto Ippolito nel saggio sottotitolato 'L'Italia che non sa, l'Italia che non va'?

La lettura convergente dei due libri ispira un senso di desolazione irreversibile. Ippolito, importante saggista e comunicatore, che ha diretto il servizio economia del quotidiano La Stampa e rivestito incarichi di vertice a Confindustria e alla Luiss, mescola nel suo saggio i dati sulla crisi economico-finanziaria e produttiva del paese; dati sullo scarso investimento italiano in formazione, cultura, ricerca scientifica; aneddoti tratti dalla stampa, relativi soprattutto agli orrendi strafalcioni lessicali e sintattici commessi negli ambienti più insospettabili, quali concorsi per laureati o dichiarazioni di parlamentari. La conclusione, che se ne trae - come riassume Barack Obama nella quarta di copertina con un aforisma fulminante - è che "Tagliare il deficit riducendo gli investimenti nell'innovazione e nell'istruzione è come alleggerire un aereo troppo carico togliendo il motore".

Ferrarotti si diffonde su un tema analogo sintetizzando in forma di pamphlet un'esperienza culturale di longevità, lucidità e vastità davvero rare. Primo sociologo italiano, sin dall'immediato dopoguerra ha frequentato i maestri americani di questa disciplina affermandosi come uno degli osservatori più attenti e acuti della nostra realtà. Ma soprattutto Ferrarotti qui conferma la sua statura e natura di "uomo di carta", come lo definiva con accezione non del tutto positiva il padre, cioè di persona che ha legato la propria formazione a un mondo, librario oggi in via di estinzione. La cultura digitale dell'immagine, dell'informazione immediata, subito disponibile e quindi subito superabile, lo insospettisce ispirandogli toni quasi 'apocalittici'.

I due volumi pongono considerazioni serie, anzi essenziali per la nostra identità intellettuale di terzo millennio. C'è però da sollevare un paio di considerazioni. La prima è che cercare di governare il cambiamento rivoluzionario apportato dall'Ict, non deve portarci ad aggravare il gap del nostro paese negli investimenti culturali e formativi, che invece si auspicano come fondamentali. La seconda è che se tali investimenti, così correlati allo sviluppo, vengono negati costantemente forse da parte di accademie, ricerca, istruzione, deve arrivare un profondo ripensamento, uno scatto d'orgoglio teso a dimostrare meglio la propria utilità senza far confondere la propria richiesta con quella di un mero 'assistenzialismo'.

Marco Ferrazzoli

titolo: Ignoranti
categoria: Saggi
autore/i: Ippolito Roberto
editore: Chiarelettere
pagine: 170
prezzo: € 12.90