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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 27 feb 2013
ISSN 2037-4801

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Gioco d'azzardo: una malattia da curare 

Gioco d'azzardo: una malattia da curare 

Nel 1999 lo psicoterapeuta Cesare Guerreschi ha fondato la Siipac (Società italiana di intervento sulle patologie compulsive) per contrastare la diffusione delle nuove dipendenze, con particolare attenzione al gioco d'azzardo patologico (Gap). Il suo volume, 'Non è un gioco', vuole sensibilizzare sui rischi di questa deviazione comportamentale ora inserita nel Manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali, spesso sottovalutata rispetto a tossicodipendenza e alcolismo sebbene provochi, come queste, assuefazione e crisi d'astinenza.

L'autore sottolinea come il gioco d'azzardo patologico sia: "Una malattia che si sviluppa coinvolgendo i vari aspetti della vita di un individuo, con ripercussioni pesanti sulla psiche, l'organismo, gli affetti, le finanze e l'attività sociale". Il Gap interessa il 2% della popolazione e non colpisce soggetti specifici, sebbene personalità deboli e problematiche siano più predisposte. Mentre nelle altre dipendenze il denaro è un mezzo, per il malato di gioco d'azzardo esso assume anche il valore di fine: serve denaro per giocare e si gioca per ottenere denaro.

Il giocatore compulsivo si illude di poter pilotare il destino e, aggiunge Guerreschi: "La distorsione cognitiva che si esprime nella convinzione di poter controllare eventi fortuiti si chiama illusione di controllo". L'accesso al gioco è poi agevolato dalle nuove tecnologie: in rete le occasioni per scommettere e mantenere l'anonimato sono infinite e l'istigazione mediatica si rivolge a un numero sempre maggiore di categorie e classi sociali. Inoltre, mentre "in passato il gioco era qualificato come un'attività prevalentemente maschile, oggi non è più così".

In molti casi, i giocatori si rivolgono alle comunità di recupero più per fronteggiare i problemi economici che per la profonda convinzione di essere affetti da una patologia. Ammettere l'esistenza di un problema è invece il primo passo da compiere per iniziare la rinascita e ricostruire la propria vita.

Il libro presenta infine le diverse terapie disponibili (singola, di coppia, famigliare e di gruppo) e pone l'accento sull'importanza dell'accoglienza del paziente nel centro di riabilitazione. Obiettivo della terapia è la totale astinenza, la "disattivazione del comportamento patologico". Un'appendice conclusiva riporta informazioni e numeri utili.

Alessandro Bassetta

titolo: Non un gioco
categoria: Saggi
autore/i: Guerreschi Cesare
editore: San Paolo
pagine: 144
prezzo: € 11.00