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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 18 - 21 nov 2012
ISSN 2037-4801

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Credere ragionevolmente

Credere ragionevolmente

Nel suo precedente libro 'Le illusioni dell'ateismo' Roberto Timossi aveva riportato alcune considerazioni sull'indagine che la mente, procedendo razionalmente, può effettuare su un tema fondamentale quale l'esistenza o la non esistenza di Dio, partendo dai dati della scienza contemporanea. Nella sua opera più recente, 'Decidere di credere', l'autore passa a valutare quali siano le basi sulle quali circa due miliardi di persone ritengono che Dio si sia manifestato nella storia 2000 anni fa in Palestina.

La procedura seguita da Timossi ripete, con argomentazioni in parte note in parte originali, la classica impostazione della filosofia cristiana secondo la quale vi sono prove sufficienti (anche se non cogenti) della storicità del contenuto dei Vangeli. Chi è particolarmente interessato a questo aspetto del libro, troverà la lettura stimolante e scorrevole.

C'è però un aspetto di interesse più generale che l'autore tratta nella prima parte del libro. A chi si avvicina all'indagine scientifica dei fenomeni, viene insegnato ad accettare solo conclusioni che siano ottenute mediante procedimenti rigorosi e metodologicamente corretti, che spesso definiamo come 'razionali'. Queste procedure sono lente, complesse e faticose. Ne consegue che neanche nel nostro limitato settore d'indagine siamo minimamente in grado di verificare tutto. Questa limitazione viene aggirata con le 'referenze bibliografiche', che contengono gli esperimenti effettivamente fatti da altri. Quando leggiamo una pubblicazione scientifica siamo propensi a fidarci di ciò che è scritto, ma non sempre la nostra fiducia viene ripagata, come dimostra l'aumento delle ritrattazioni che appaiono sempre più spesso nelle riviste.

Ma c'è di peggio. Standard del tipo usato nella scienza sono impensabili in altre situazioni: non sono possibili perché non vi sono dati a disposizione oppure la loro analisi è insufficiente. Gli eventi storici, per riprendere quello che è il tema principale del volume, sono in linea di principio studiabili, ma solo se hanno lasciato tracce nelle fonti o nella natura stessa. E vi sono un'infinità di casi in cui queste fonti e queste tracce non ci sono.

Se poi prendiamo in esame la nostra vita di ogni giorno, ci rendiamo conto che purtroppo le situazioni in cui non esistono sufficienti dati per decidere sono più o meno il 99,9 %: la sensazione è infatti che il più delle volte il nostro comportamento non può essere classificato come razionale nel senso detto sopra.

La soluzione adottata da alcune persone, incluso l'autore del libro, per affrontare questa problematica è quella di far ricorso alla 'ragionevolezza'. Ma come possiamo definire questo termine? Non è per niente chiaro. Una possibile soluzione potrebbe essere dire che ragionevole è ciò che non cozza contro ciò che è razionale. Se ci avventuriamo nel campo dell'indefinito, la razionalità ci può porre dei limiti al di là dei quali non è possibile andare, ma lascia ampio spazio a numerose possibilità anche contrastanti, nessuna delle quali è cogente. C'è vita intelligente nell'Universo? Le ipotesi che ci sia e che non ci sia sono entrambe ragionevoli, ma ritenere che ci sia all'interno del nostro sistema solare, Terra esclusa, non lo è, perché ciò si scontra con tutto quanto è stato acquisito razionalmente. Se adottiamo questa soluzione ('in dubio, libertas'), allora il campo del ragionevole diventa assai ampio, forse troppo. Ma una discussione approfondita sarebbe troppo lunga. Nello specifico caso esaminato da Timossi, siamo nel campo del ragionevole, anche se il suo ottimismo sembrerà a molti eccessivo: per eventi insoliti, le prove devono essere molto robuste.

Paolo Vezzoni

titolo: Decidere di credere
categoria: Specialistica
autore/i: Timossi Roberto G.
editore: San Paolo
pagine: 300
prezzo: € 18.00