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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 18 - 21 nov 2012
ISSN 2037-4801

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Intelligenza collettiva: la strada, non la panacea

Intelligenza collettiva: la strada, non la panacea

Tim Gowers, matematico della Cambridge University e medaglia Fields, nel 2009 decise di usare il suo blog per un importante problema matematico irrisolto, con il Polymath Project in 37 giorni aveva risolto anche un problema più complesso di cui il suo era un caso speciale. Semplicemente usando gli strumenti on line. La HapMap (mappa degli aplotipi) completata nel 2007, che descrive come e dove gli esseri umani differiscono nel loro codice genetico, è frutto del lavoro combinato di tantissimi biologi su service centralizzati. Galaxy Zoo per aiutare gli astronomi a classificare le immagini delle galassie ha reclutato più di duecentomila volontari in Internet, che in soli tre anni hanno prodotto 22 paper scientifici.

La citizen science è senz'altro una delle strade future nella relazione tra ricerca e cittadinanza, come l'editoria open access e il bloggin scientifico. Non mancano problemi e ostacoli, condividere i dati secondo molto scienziati non giova alla carriera, ma il percorso è comunque segnato dopo l'Accordo delle Bermuda del 2000 in base al quale tutti i dati genetici umani sarebbero stati immediatamente condivisi online, al quale già sono seguiti altri tentativi nello stesso spirito.

La logica dell'open access, nel momento in cui la ricerca è finanziata dai contribuenti, è ineludibile,  ma rischia di penalizzare i giovani che hanno bisogno di accumulare pubblicazioni per poter lavorare.

Anche su Wikipedia all'inizio la partecipazione degli scienziati è stata misera, anzi connotata da un malcelato classismo. E la stessa posizione era un tempo diffusa sulle attività di divulgazione, ma con gli anni questo atteggiamento è cambiato.

Il fin troppo entusiasta 'Le nuove vie della scoperta scientifica' di Michael Nielsen, edito da Einaudi, cita molti altri casi di questa rivoluzione in corso: la gara di scacchi tra Kasparov e "il Mondo" organizzata da Microsoft, i software open source come Wordpress e Linux, il browser Firefox il sito per marketplace di problemi scientifici InnoCentive, Wikipedia e altri wiki.

Amplificare l'intelligenza collettiva mediante gli strumenti online per beneficiarne tutti appare una strada segnata esattamente come quella percorsa con l'uso degli strumenti manuali per millenni allo scopo di aumentare la nostra forza fisica. Ci sono però anche le dovute differenze e non bisogna cullarsi in illusioni come quella che le reti online funzionino davvero come un cervello collettivo, poiché il loro funzionamento è assai più faticoso, come d'altra parte non è vero secondo l'autore quanto sostiene Nicholas Carr cioè che 'Internet ci rende stupidi' poiché riduce la nostra capacità di concentrazione e riflessione.

Insomma, "è raro che le nuove tecnologie abbiano un unico effetto e non c'è contraddizione nel ritenere che gli strumenti online possano sia accrescere sia ridurre l'intelligenza". L'intelligenza collettiva "non è la panacea del problem-solving".

M. F.

titolo: Le nuove vie della scoperta scientifica
categoria: Saggi
autore/i: Nielsen Michael
editore: Einaudi
pagine: 286
prezzo: € 28.00