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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 17 - 6 nov 2012
ISSN 2037-4801

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Internet, il trionfo della mediacrazia

Internet, il trionfo della mediacrazia

È difficile dare un giudizio de 'L'ultimo Dio' di Paolo Ercolani, libro che contiene molte informazioni convincenti e utili, ma in parte almeno apparentemente contraddittorie, a cominciare dalla sua collocazione nella collana 'Libelli vecchi e nuovi' con cui l'editore Dedalo dichiara di voler "dare voce ai testi di quel pensiero liberale che da secoli è l'asse portante della modernità del mondo occidentale". In realtà, il testo contiene una feroce requisitoria contro mercato, religione e Rete, fino a sostenere che "Nella nostra epoca, per ragioni storiche nonché per le innumerevoli e maggiori possibilità offerte dalle nuove tecnologie mediatiche" si starebbe verificando "un fenomeno inaudito della storia", cioè "l'annullamento dell'uomo".

Nella prefazione, Umberto Galimberti parla senz'altro a ragione di un testo "chiaro nell'esposizione, dalla lettura scorrevole e suggestiva". C'è da precisare però che i toni a volte sono quelli assertivi del pamphlet ideologico, mentre la messe di dati e citazioni fornite è senz'altro quella di un saggio di buona caratura.

In sostanza, per Ercolani "Siamo entrati a tutti gli effetti in un'epoca in cui i meccanismi sociali dominanti hanno bisogno dell'uomo ma non della sua umanità, in cui egli è uno strumento" e "i poteri globali più forti utilizzano", per l'appunto, "il mercato, la religione e la Rete". Non sono affermazioni del tutto originali, anzi ci troviamo davanti a quelle che Umberto Eco avrebbe definito tesi "apocalittiche", ma non possiamo negare all'autore più di qualche ragione, considerata anche la variegata schiera di giganti sulle cui spalle, potremmo dire, si propone di salire: da Bertrand Russell a Sant'Agostino, da San Paolo a Erich Fromm, da Richard Dawkins a Friedrich Nietzsche.

Ma il libro rimanda soprattutto al complesso, plurisecolare e sostanzialmente irrisolto confronto tra liberalismo e assolutismo, esigenze di giustizia sociale e legge della domanda e dell'offerta, principi di uguaglianza e libertà e lotta allo statalismo, diritto collettivo e stato di natura e quindi ad autori come Adam Smith, John Locke, Edmund Burke, Herbert Spencer, Friedrich Hayek. Se la modernità ha quali premesse "la prima rivoluzione industriale con epicentro la Gran Bretagna della seconda metà del XVIII secolo, fondata sul passaggio dagli utensili manuali alle macchine" e "la seconda che circa un secolo dopo ha spostato l'asse geo-economico sulla Germania e sugli Stati Uniti, basandosi su scoperte scientifiche come l'elettricità, il motore a scoppio e le tecnologie di comunicazione", Internet secondo Ercolani rappresenta il culmine in senso non solo tecnologico ma anche antropologico.

"Senza grandi reti non c'è vita, intelligenza né evoluzione", "La tecnologia digitale porterà le persone all'interno di una maggiore armonia su scala globale" promettono guru come Nicholas Negroponte, ma l'evoluzione delle tecnologie di comunicazione e informazione secondo l'autore avrebbe imboccato un percorso molto diverso, e anziché realizzare l'uguaglianza delle opportunità ha riprodotto "in forme rinnovate e più sofisticate quella logica del dominio che ha imperato nelle fasi precedenti del capitalismo". Ci sarebbe stato un "vero e proprio 'parto gemellare' fra la rivoluzione tecnologica, la comparsa di Internet e della nuova economia e un mondo che, proprio in quegli anni topici tra il 1995 e il 2000 vedeva un sostanziale incremento delle disuguaglianze di reddito".

Il libro, come si diceva, contiene poi molte altre cose, sintetizzabili nella conclusione, per dirla con Serge Latouche, che "il cittadino si sottomette anima e corpo alla macchina", viene ridotto ad "agente di produzione, consumatore passivo, elettore manipolato, utente dei servizi", insomma mero "ingranaggio della grande macchina tecno-burocratica".

Una logica "totalitaria", in cui per Ercolani "Internet si rivela come il mezzo più subdolo e nocivo per l'uomo, poiché da una parte ci illude di essere onnipotenti, di disporre in pochi secondi di miliardi di informazioni" ma "di fatto ci trattiene dentro alle pareti della nostra casa", in una sorta di "isolamento onnipotente". Dalla democrazia alla mediacrazia.

Marco Ferrazzoli

titolo: L'ultimo Dio
categoria: Saggi
autore/i: Ercolani Paolo
editore: Dedalo
pagine: 235
prezzo: € 16.00