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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 11 lug 2012
ISSN 2037-4801

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La democrazia diventa social

La democrazia diventa social

A causa della loro forte mobilità, i movimenti di opinione più capaci di sfruttare le nuove tecnologie della comunicazione sono spesso valutati senza un adeguato monitoraggio sul piano empirico. Questo volume su 'La webpolitica' conduce invece la sua riflessione attraverso una serie di ricerche svolte nel corso del quinquennio 2005-2010, tra cui una sulle elezioni regionali 2010 nel Lazio, e interviste a soggetti particolarmente attivi come Forum e centri sociali, Indymedia, Lilliput, Cobas.

Il quadro che l'autore Lorenzo Mosca ne ricava, anche in base a un'attenta e utile analisi della bibliografia esistente, è inevitabilmente in chiaroscuro. In una "società ipermediatizzata" la comunicazione è un elemento essenziale dei processi politici: sembra banale ribadirlo, visto l'uso che già i regimi totalitari del '900 hanno fatto di cinema, radio e arti figurative come elementi di propaganda. Ciò che è cambiato profondamente sono le potenzialità tecnologiche dei mass media. Non è poco, poiché dall'invenzione della stampa a caratteri mobili la riproducibilità è sempre stata uno dei parametri principali con cui si misura la forza di un messaggio. La coercizione o la mobilitazione fisica, nell'ambito dell'esercizio del potere, devono quindi fare sempre più i conti con la dimensione "retorica, immateriale e discorsiva".

In quest'ambito generale, l'Italia si presenta con alcune peculiarità: intanto, una partecipazione dei cittadini piuttosto limitata, almeno rispetto ai paesi in cui la domanda di inclusione dei soggetti sociali e dei portatori di interesse trova una maggiore apertura da parte del sistema istituzionale; e poi una complementare, crescente disaffezione nei confronti delle rappresentanze e degli attori politici. Inoltre, il nostro paese un sistema mediatico caratterizzato da una circolazione limitata della stampa (più o meno ai livelli degli anni '40, quando gran parte della popolazione era analfabeta!) e da una scarsa indipendenza e professionalità giornalistica (anche se su questo bisogna ridimensionare la mitologia dell'informazione anglosassone).

A fronte di una crisi generale della politica democratica tradizionale, i mezzi digitali sembrano quindi fornire opportunità logistiche, organizzative ed espressive impensabili in passato: i costi delle attività organizzative si sono ridotti, web 2.0 e social media offrono un'alternativa alle misure istituzionali 'top down' e all'inazione passiva e rassegnata. Si pensi al partito pirata e, in casa nostra, all'affermazione di Beppe Grillo (ma anche alla fibrillazione permanente che caratterizza il suo Movimento).

Come già fu per la rivoluzione industriale o quella indotta dall'avvento della televisione, in conclusione anche l'avvento dei nuovi media sta cambiando i nostri rapporti politici: con un rischio, secondo alcuni, di "balcanizzazione", ma anche con l'apertura di grandi opportunità per i cittadini che, da semplici fruitori e consumatori di informazione, si trasformano in produttori e distributori.

Marco Ferrazzoli

titolo: La webpolitica
categoria: Saggi
autore/i: Mosca Lorenzo
editore: Le Lettere
pagine: 140
prezzo: € 16.80