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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 10 mar 2010
ISSN 2037-4801

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Il vuoto? Un grembo fecondo

Il vuoto? Un grembo fecondo

"Ogni spiegazione deve essere il più semplice possibile, ma c'è un livello minimo di complessità al di sotto del quale non si può scendere", diceva Einstein. In caso contrario, si dà l'impressione all'interlocutore di avergli fatto comprendere il problema, ma lo si è semplicemente illuso e fuorviato. Questa è la sfida che Frank Wilczek affrontra nel suo saggio ‘La leggerezza dell'essere'. Ragionare sopra i massimi sistemi, mantenersi comprensibile a lettori con preparazione eterogenea e, tuttavia, non perdere rigore scientifico.

L'autore ci riesce quando celebra la perfezione formale delle simmetrie del cosmo, l'eleganza di un attributo così fecondo da informare tanto la matematica classica dei pitagorici, quanto la nuova fisica del ventesimo secolo. La simmetria, "una diversità che non produce differenze", è il fondamento delle speculazioni sulle forze che disciplinano il comportamento dei nuclei atomici, intuizioni che gli sono valse il Nobel per la Fisica per la teoria battezzata ‘cromodinamica quantistica'.

Di cosa si tratta? Cromodinamica, ovvero, movimento (dei costituenti dei nuclei) regolato da cariche analoghe a quelle elettriche, ma che da queste differiscono essendo di tre specie, anziché di due, e per alcune proprietà che ne circoscrivono l'azione all'interno dei nuclei stessi. Come alle cariche elettriche era stato attribuito un segno convenzionale, per cui parliamo correntemente di positivo e negativo, così alle cariche dei nuclei è associata una proprietà (detta ‘colore'), da cui deriva il comportamento. Quindi, il senso è: moto prodotto dalla proprietà definita colore o, in maniera più solenne, ‘cromodinamica'. E perché ‘quantistica'? Perché l'energia nel mondo microscopico si trasmette in unità intere, i ‘quanti' appunto.

Sorprendenti le ripercussioni sul concetto ancestrale di spazio. L'archetipo di vuoto come assenza di materia e di energia è stravolto e rovesciato. Il vuoto diventa un grembo fecondo, brulicante di sciami di particelle che appaiono e scompaiono prima che ci si possa accorgere della loro presenza. Ma è anche un tessuto attivo che dona consistenza e concretezza a entità che ne sarebbero prive, perché - come dicono i fisici - conferisce la massa alle eccitazioni elementari. In parole comuni, è in grado di rendere solidi e permanenti gli effimeri fremiti che lo percorrono, trasformandoli nei mattoni del cosmo.

Non male, considerato che quando definiamo qualcuno ‘vuoto', non gli stiamo certo facendo un complimento!

Valerio Rossi Albertini

titolo: La leggerezza dell'essere
categoria: Specialistica
autore/i: Wilczek Frank
editore: Einaudi
pagine: 260
prezzo: € 28.00