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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 1 feb 2012
ISSN 2037-4801

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L'handicap è una sfiga

L'handicap è una sfiga

'Zigulì', più che il libro feroce descritto da alcuni recensori, è soltanto il diario reale (non banalmente realistico) di un genitore che ha un figlio handicappato grave. C'è la vita vera di chi affronta quotidianamente questa situazione, senza gli infingimenti del politicamente corretto che l'autore dichiara di odiare con tutte le sue forze. "Questa falsa eleganza nasconde il nostro senso di colpa (nel migliore dei casi), ma anche il nostro disprezzo".

L'autore è Massimiliano Verga: un professore sposato e con tre figli di cui il secondo, Moreno, nato con un cervello grande come la caramella che dà il titolo al racconto. Moreno è cieco, epilettico (anche se le crisi vengono controllate con l'olio di canapa fortunosamente scoperto dal papà), capisce solo tre parole, ha otto anni ma deve essere accudito come un bimbo di pochi mesi. Se non fosse che, fisicamente, il bimbo cresce e dunque la fatica di assisterlo comporta sforzi sempre maggiori: "Stai diventando alto e pesante. Spesso me lo fanno notare (...) Perché la gente per strada non sa mai cosa dire".

Moreno cammina e si muove, è frequentemente aggressivo, presenta una gamma varia di disturbi tra i quali quello di defecare ogni volta che gli si fa il bagno (peraltro, adora l'acqua). Pulirlo, una volta, ha richiesto "trenta minuti di doccia e due litri di shampoo".

Nel diario, scritto per episodi e aforismi, queste cose non mancano, anzi vengono descritte senza compiacimento ma con tutti i sentimenti che possono ispirare anche a un genitore: inclusa la rabbia, inclusa la tentazione di "metterti un bel pezzo di nastro adesivo sulla bocca" dopo una giornata passata sulla spiaggia, adorata da Moreno che però mangia continuamente la sabbia. O addirittura la fantasia di ammazzarlo, questo ragazzino pure amatissimo ma che è una preoccupazione costante, nel presente e ancora di più per il futuro: la scelta di avere un terzo figlio è stata dichiaratamente presa in vista del "passaggio di consegne".

Un figlio o un congiunto handicappato da assistere, come scrive sacrosantamente Verga, è una cosa che capisce solo chi ci passa. È una prigionia, una difficoltà continua (per lavargli i denti servono tre mani), un impedimento continuo, è l'elenco dei posti e delle cose precluse, quello delle assurdità che la burocrazia impone, tipo rifare la tessera a prezzo ridotto dei mezzi pubblici ogni anno, come se il piccolo senza cervello potesse miracolosamente guarire.

Un fenomeno che sta ispirando alcune interpretazioni letterarie - si pensi alla contestatissima pièce 'Sul concetto di volto nel figlio di Dio' - è quello del numero sempre maggiore di anziani disabili, conseguenza dell'allungamento della sopravvivenza: in tal caso, però, si tratta di un processo fisiologico, naturale. La nascita di un bambino che resterà del tutto incapace di badare a se stesso, come dice giustamente il libro, è solo una "sfiga".

Marco Ferrazzoli

titolo: Zigulì
categoria: Narrativa
autore/i: Verga Massimiliano
editore: Mondadori
pagine: 186
prezzo: € 16.50