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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 13 - 3 ago 2011
ISSN 2037-4801

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Tecnologia: né apocalittici, né succubi

Tecnologia: né apocalittici, né succubi

Ponendosi a metà strada tra apocalittici e integrati nel dibattito sulle tecnologie, Jonah Lynch, vicedirettore del seminario della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, riflette attraverso il suo libro su quanto la mediazione tecnologica abbia cambiato i rapporti umani. "Tatto, olfatto, gusto. Tre dei cinque sensi non possono essere trasmessi attraverso la tecnologia. Tre quinti della realtà, il sessanta per cento. Questo libro è un invito a farci caso".

L'autore riconosce gli aspetti positivi della tecnologia, ma teme per la disincarnazione dei rapporti umani, chiedendosi "qual è la differenza tra una risata fatta in compagnia e un ‘ahahahah' sullo schermo della chat? (...) Quale tipo di comunicazione può avvenire in 160 caratteri? Che cosa rimane fuori?". Certamente le tecnologie moderne hanno semplificato alcuni aspetti della vita, ma allo stesso tempo ne hanno complicati o indeboliti altri. "C'è chi dice (...) che uno strumento è semplicemente a disposizione dell'utente: è neutrale, né buono né cattivo. E c'è anche chi dice che lo strumento non è neutrale, perché modifica il rapporto tra uomo e mondo in maniera decisiva. Chi ha ragione?". L'autore si pone a metà strada tra le due tesi sostenendo che utente e tecnologia s'influenzano a vicenda: Anche se ogni rapporto che non coinvolga la presenza fisica perde la maggior parte della sua efficacia: "Le sfumature dei rapporti umani, anche quelli più semplici, sono incommensurabilmente più ricche di qualunque mediazione dei rapporti nella virtualità. Quest'ultima può servire la comunità umana, ma non la può sostituire".

L'autore, poi, invita a riflettere sui rischi che un mezzo potente come Internet presenta: dalla perdita della privacy alla "doppia vita" di utenti che si nascondono dietro profili non veritieri. Una soluzione a questi problemi, per l'autore, "è quella dell'educazione dell'intelligenza e della libertà". Lynch ricorda che nel gestire il rapporto con le tecnologie "la responsabilità non può essere alla fine demandata agli organi di censura o ai filtri. Sono i genitori a essere responsabili dell'educazione e, mentre possono essere coadiuvati dai filtri, non devono illudersi che questi possano sostituire la loro presenza amorevole e autoritaria".

Lynch afferma, in conclusione, che "non può essere la tecnica a ordinare la vita; deve essere la vita a ordinare la tecnica". Non c'è bisogno di "nessun anatema contro i telefonini o Internet. Si tratta di ordinare gli strumenti all'uomo", di ordinare le proprie priorità e forse riscoprire la bellezza di una chiacchierata vis-à-vis.

S. C.

titolo: Il profumo dei limoni. Tecnologia e rapporti umani nellera di Facebook
categoria: Saggi
autore/i: Lynch Jonah
editore: Edizioni Lindau
pagine: 144
prezzo: € 11.00