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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 13 lug 2011
ISSN 2037-4801

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Da beauty farm a lazzaretto

Da beauty farm a lazzaretto

Ha un'ambientazione spazio-temporale indefinita il romanzo del messicano Mario Bellatin ‘Salone di bellezza'. Forse per questo il volume trasmette una sensazione di sospensione, malgrado tratti temi estremamente  concreti come la malattia e la morte. L'azione si svolge in un ex salone di bellezza, trasformato dal suo eccentrico gestore in un lazzaretto dove  tanti uomini - le donne non sono accettate - colpiti da un morbo sconosciuto, una pandemia terribile che porta inesorabilmente alla morte, vengono assistiti nei loro ultimi giorni di vita.

Il parrucchiere  si dedica alla sua attività di assistenza con distacco, senza farsi coinvolgere emotivamente dalle sofferenze dei ricoverati. Non si sa cosa abbia spinto il protagonista a dedicarsi a quest'impegnativa attività dopo aver trascorso un'esistenza disinibita e libera, certo non la pietà: "Qui nessuno sta facendo nessun tipo di sacerdozio. Il lavoro che si fa è per un motivo più umano, più pratico e reale".

Tutto è impersonale, essenziale, proprio come la scrittura di Bellatin, asciutta fino all'osso, priva di abbellimenti e orpelli. D'altro canto, sembra dire l'autore, non c'è spazio per la bellezza in un luogo così pieno di dolore e disperazione. Persino gli acquari, tanto ammirati dalle clienti che affollavano in passato il negozio, pur non essendo stati eliminati come il resto degli oggetti che arredavano il locale, hanno un'aria insana. L'acqua è torbida, a malapena si distinguono i pochi pesci che la popolano e che, boccheggianti per la scarsità di ossigeno, stazionano nel fondo della vasca.

Rita Bugliosi

titolo: Salone di bellezza
categoria: Narrativa
autore/i: Bellatin Mario
editore: La Nuova Frontiera
pagine: 63
prezzo: € 11.00