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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 13 lug 2011
ISSN 2037-4801

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Hedy Lamarr, un'inventrice poco credibile

Hedy Lamarr, un'inventrice poco credibile

Il libro di Edoardo Segantini ‘Hedy Lamarr, la donna gatto', ritrae un personaggio destinato a colpire l'immaginario del lettore. L'attrice che ‘inventò il telefonino', come potremmo sintetizzare con eccessiva sbrigatività, mette infatti in corto circuito due ambiti che paiono non avere alcun punto di contatto.

Di personaggi dello spettacolo noti per le loro competenze in altre attività ce ne sono diversi: in Italia, per esempio, i cantanti-medici Enrico Jannacci e Giorgio Locasciulli, o l'ingegnere-attore Giancarlo Giannini. Ma il caso della Lamarr è molto più particolare.

Intanto, non è stata un'attrice qualsiasi, ma la protagonista della prima scena di nudo della storia del cinema, quella in ‘Estasi' del 1933, film che all'epoca sconvolse il pubblico per la sua scabrosità (ben più rispetto al putiferio sollevato dal seno di Clara Calamai ne ‘La scena delle beffe'). E poi non aveva altre competenze di carattere tecnico-scientifico che qualche studio di ingegneria: era però stata moglie di Fritz Mandl, un industriale delle armi, e aveva così avuto occasione di assistere ad alcune conversazioni sui sistemi missilistici.

Dimostrando un'intelligenza prodigiosa, Lamarr riesce a memorizzare e a trasferire le informazioni così assunte in un sistema, il Frequency Hopping Spread Spectrum, che consente di telecomandare un oggetto evitando le interferenze radio, grazie a un continuo cambio di frequenza. L'antesignano del metodo grazie a cui oggi possiamo usare in pace (si fa per dire) i telefonini, senza i contibui disturbi delle rice-trasmittenti di cui i meno giovani conservano memoria.

Il problema è che il compagno di avventura scientifica dell'attrice è un musicista e che i due propongono il sistema ispirandolo esplicitamente alle schede forate dei pianoforti meccanici. Ce n'è abbastanza perché il loro brevetto, nonostante la seconda guerra mondiale in corso,  non venga preso in considerazione dalla marina statunitense, insospettita anche dalle origini austriache della donna, un'ebrea fuggita negli Usa dal nazismo.

La parabola della Lamarr ricorda quella di altre dive, simboleggiate dal ‘Viale del tramonto' di Billy Wilder. Negli ultimi anni di vita soffre di cleptomania e finisce persino davanti a un giudice che però, rammentandone il nome e la storia, la lascia libera. Ora questa biografia, che segue un'analoga opera americana, la risarcisce in parte dedicandole l'attenzione che merita.

Marco Ferrazzoli

titolo: Hedy Lamarr, la donna gatto
categoria: Saggi
autore/i: Segantini Edoardo
editore: Rubbettino
pagine: 260
prezzo: € 16.00