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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 16 mar 2011
ISSN 2037-4801

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L'eterna sfida tra le bollicine

L'eterna sfida tra le bollicine

'W il prosecco, abbasso lo Champagne'. È questa scritta, apparsa su di un anonimo muro in quel di Valdobbiadene (Tv), che ha spinto il giornalista del Tg2 Francesco Festuccia a scrivere sulla rivalità tra queste due tipologie di vino un omonimo libro-intervista con Gianluca Bisol, portavoce di una intera famiglia dedita da quasi mezzo millennio al produzione di Prosecco. La rivalità delle bollicine è storica, duratura, ma anche contornata da alcune inesattezze che questo lavoro, adatto sia agli esperti che ai profani dell'enologia, contribuisce a chiarire.

Pochi, ad esempio, sanno che con il termine Champagne si indica un'area geografica ben precisa, situata a nord-est della Francia. Altrettanto poco noto è che con Prosecco si individua soprattutto un vitigno, che ha anche un sinonimo, cioè ‘glera'. Tra i due vini, poi, esistono due differenze fondamentali: l'utilizzo della tipologia di uva e il metodo di trasformazione del mosto in spumante. Due filosofie opposte. Ma allora perché ci si ostina a paragonarli tra loro? Si tratta solo di orgoglioso campanilismo, oppure la sfida è davvero possibile? E se sì, in quali termini?

Secondo il produttore i due vini non possono essere del tutto rivali, perché rappresentano due modi diversi per raggiungere lo stesso scopo: l'appagamento gustativo del consumatore. "È come scegliere l'auto giusta per recarsi a un appuntamento. Si può scegliere una Bentley, elegante e formale (Champagne), oppure una cabrio, una macchina più sportiva, esclusiva ma meno ingessata (Prosecco). Raggiungi in entrambi i casi lo stesso luogo ma con emozioni diverse", sentenzia Bisol.

A parere degli esperti il Prosecco, per il suo stretto legame con il tipo di uva, è uno dei vini più sensibili alle variazioni del terreno, e per questo è stato deciso il riconoscimento della Docg (denominazione di origine controllata e garantita) per le due zone storiche (Conegliano-Valdobbiadene e Asolo). Per lo Champagne il marchio esisteva già dal 1927, e ciò conferma come tale decisione possa contribuire all'elevazione di un prodotto a livello internazionale.

Il libro offre anche curiosità come lo sviluppo del mercato degli spumanti in Cina. A queste latitudini gli Champagne sono già da tempo posizionati: chissà se tale evenienza non possa favorire anche le esportazioni di Prosecco e trasformare, per una volta, un'accesa rivalità in una proficua alleanza.

P. D.

titolo: W il Prosecco abbasso lo Champagne
categoria: Saggi
autore/i: Festuccia Francesco
editore: Sovera
pagine: 93
prezzo: € 10.00