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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 2 mar 2011
ISSN 2037-4801

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Garibaldi scende dal piedistallo

Garibaldi scende dal piedistallo

‘Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato' di Luca Marcolivio edizioni Vallecchi, non vuole essere un testo contro l'unità nazionale di cui ricorre il 150°, quanto una biografia senza timori reverenziali nei confronti di un protagonista della nostra storia risorgimentale. L'autore rimette in discussione con un'operazione di severo revisionismo storico la figura di Garibaldi quale "eroe dei due mondi".

La vita del personaggio è mostrata quindi in una chiave irriverente, spesso dissacrante. Un Garibaldi deposto dal piedistallo, non più eroico ma uomo con le sue molte debolezze. L'icona del generale pasticcione ma generoso e soprattutto arditissimo in battaglia svanisce, sostituita da un narciso ombroso, ossessionato dal potere.

Secondo il libro furono inequivocabilmente le circostanze storiche a rendere Garibaldi una leggenda: la lunga latitanza sudamericana, per esempio, alimenterà la leggenda del paladino della libertà dei popoli latini oppressi dalla tirannide. In realtà Garibaldi, sia nel Nuovo che nel Vecchio Continente, sarebbe soprattutto un giacobino colluso con i ‘poteri forti', quali la massoneria, più che un uomo del popolo, che anzi dimostra in più occasioni di disprezzare.

L'autore osserva come gli organi di comunicazione di metà Ottocento, limitati alla carta stampata, ebbero vita facile nel creare ad arte un mito congegnale alla ‘Rivoluzione italiana'. In particolare, gli inglesi hanno tutto l'interesse a esaltarlo Garibaldi, che intendono usare come un cavallo di Troia per indebolire gli imperi asburgico e napoleonico. E l'eroe, avendo molto a cuore la propria gloria personale, è abilissimo nello sfruttare le opportunità che la stampa gli offre.

Il libro opera con un sarcasmo a volte feroce, per esempio laddove descrive Caprera, per gli ultimi vent'anni dimora garibaldina, diviene una sorta di ‘Isola dei famosi' ante litteram. Analogamente, la leggendaria spedizione dei Mille, da guerra di liberazione, viene ridotta a un'operazione di pirateria. E la sconfitta Borboni è attribuita soprattutto alla dabbenaggine e alla corruzione dei loro generali che non ai meriti di Nino Bixio, dipinto come un soldato feroce, e compagni.

Il libro è scritto con una gradevole vivacità ma anche con un estremismo polemico che, probabilmente, creerà un acceso dibattito: una lettura incrociata del testo insieme con un'opera di quella saggistica risorgimentale che Marcolivio definisce sprezzantemente "agiografia" potrebbe quindi renderci un Garibaldi ‘medio', nel quale confluiscano valutazioni opposte, spesso basate sugli stessi dati di fatto ma partendo da letture speculari. In questa medietà sta probabilmente il personaggio più veritiero, quanto meno per approssimazione.

Paolo Capasso

titolo: Contro Garibaldi
categoria: Saggi
autore/i: Marcolivio Luca
editore: Vallecchi
pagine: 212
prezzo: € 12.00