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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 14 - 10 nov 2010
ISSN 2037-4801

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Obama, il consenso viaggia per mail

Obama, il consenso viaggia per mail

Le elezioni di mid term si sono risolte per Barack Obama in una sconfitta, ma più contenuta di quanto le previsioni della vigilia annunciassero. È un segno che il presidente americano riesce in qualche modo a contrastare un trend certamente non favorevole: il consenso personale è sceso, i democratici hanno perso parecchi punti a vantaggio degli avversari e diversi collaboratori sono già stati fatti fuori dalla Casa Bianca.

Errori a parte, come osserva il mediologo Gianpiero Gamaleri in ‘Le mail di Ob@ma', contro Barack ci si è messa "quella che Machiavelli chiamava ‘la Fortuna'": crisi economica, "marea nera", Wikileaks, la campagna di stampa contro Michelle... D'altra parte, ancorché con molta fatica, il presidente sta portando avanti la sua politica, incluse alcune innovazioni epocali per il sistema statunitense, riforma sanitaria in primis.

Gamaleri ha dedicato il suo ultimo libro a una strategia di comunicazione fondamentale nel portare l'attuale presidente alla carica e che riveste ancora un ruolo chiave nel ‘mantenimento' del consenso: la posta elettronica. Una strategia di importanza tale che il saggio parla di un "Obama della rete" o "della noosfera", capace di animare mediante questo semplice strumento iniziative colossali. Proprio la riforma dell'assistenza sanitaria ne è un esempio eloquente ed eclatante: via e-mail, Obama è riuscito a far giungere ai membri del Congresso ben 859 mila telefonate di sostengo all'approvazione del provvedimento.

L'uso dei new media non è una novità assoluta nemmeno per l'Italia, ma nel caso americano esso rappresenta un elemento determinante. A elaborare e firmare i messaggi sono, oltre a Obama, i suoi più stretti collaboratori, compresi il vice Biden e la moglie Michelle. I destinatari sono contattati frequentemente, anche più volte in una giornata, con messaggi basati sulla confidenzialità e sul coinvolgimento: indicativi in tal senso il linguaggio ‘militante' (i lobbisti sono per esempio tacciati come "scagnozzi faziosi"), l'uso di parabole e riferimenti a casi personali (è divenuto celebre Joe the Plumber, l'idraulico simbolo della middle class americana) e soprattutto la continua richiesta di finanziamenti.

Ogni mail si conclude con l'invito a donare almeno cinque dollari: il contrario, come tecnica relazionale, di quanto avviene in Italia, dove il politico tende a promettere soldi o almeno bada bene a non chiederne esplicitamente. Questi messaggi e i video ad essi spesso allegati servono - oltre e più che a fare fund raising - a indurre nei destinatari lo spirito di squadra, quella dimensione collettiva che è la base della comunicazione e della politica obamiana sin dallo slogan "Yes, we can".

Come spiega Gamaleri, la posta elettronica serve a dare "sostanza e canale permanente alla partecipazione di tutti coloro che non si accontentano di essere ‘io'". In tal senso, si tratta di una sorta di ritorno all'antico: una comunicazione che permette di stabilire un rapporto "più profondo e più intimo", recuperando "il ‘sapore' della lettera cartacea tradizionale" che il lettore "sente psicologicamente indirizzata a sé". Non a caso i fan sono continuamente invitati a sensibilizzare vicini, amici, conoscenti, famigliari. È il sistema "word of mouth", il passaparola e il ‘porta a porta' che anche il marketing ha ormai rivalutato.

Marco Ferrazzoli

titolo: Le mail di Ob@ma
categoria: Saggi
autore/i: Gamaleri Gianpiero
editore: Armando
pagine: 160
prezzo: € 10.00