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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 16 - 1 set 2021
ISSN 2037-4801

Recensioni a cura di Patrizio Mignano

Conoscere Erasmo
Saggi

Conoscere Erasmo

Nel 1516, anno che precede l'inizio della Riforma protestante, il mercato librario europeo registrò la pubblicazione di due opere che avrebbero segnato la storia letteraria, religiosa e politica degli anni (e dei secoli) successivi: l'Utopia di Thomas More e l'edizione critica greco latina del Nuovo Testamento, curata da Erasmo da Rotterdam. I due intellettuali erano intimi amici, figure chiave dell'umanesimo cristiano e autorevoli esponenti di una élite culturale europea che si distingueva per la tensione morale al rinnovamento della società - cercando di offrire risposte ai primi grandi problemi che la modernità poneva alla politica - e della Chiesa, soprattutto attraverso l'integrazione del metodo umanistico con il pensiero teologico.

Al centro della loro riflessione il testo biblico, da studiare indagando le fonti (in particolare la “graeca veritas”) con il metodo storico critico elaborato dai moderni studi filologici, in gran parte dedicati agli autori della classicità. Dopo questo passaggio, la cristianità non fu più la stessa e visse un periodo di enorme vitalità (compresi tutti gli aspetti conflittuali), legato all'esigenza di recuperare lo spirito più genuino del Vangelo, depurandolo dalle scorie accumulate su di esso da secoli di ermeneutiche e riflessioni teologiche sempre più astratte e slegate dalla vita dell'uomo.

La recente edizione delle “Prefazioni ai Vangeli di Erasmo da Rotterdam” (Einaudi), con testo latino a fronte, curata da Silvana Seidel Menchi offre un prezioso contributo alla conoscenza di questa temperie culturale, attraverso la riproposizione dei testi introduttivi che l'umanista olandese prepose alle proprie edizioni critiche del Nuovo Testamento del 1516, del 1520, del 1522 e a una versione latina del Vangelo di Matteo dello stesso anno. L'ampia introduzione della studiosa fiorentina - una delle massime esperte dell'autore e dei contesti storici e letterari nei quali questi operò - e i preziosi apparati critici associati ai testi, permettono di inquadrare e comprendere il valore di queste esortazioni. Inviti rivolti a tutti gli uomini di fede e di lettere per affrontare e conoscere direttamente il testo biblico, con un occhio critico alle distorsioni e alle interpretazioni erronee accumulatesi nella storia.

Nelle prefazioni, un invito allo studio delle lingue (ebraico, greco, latino), nelle quali si è concretata la traditio delle Scritture, così come un monito riguardo all'uso delle lingue volgari (al centro di una delle più forti polemiche di Lutero con la Chiesa cattolica) e ai possibili errori di traduzione. Al centro della riflessione di Erasmo l'idea che il Vangelo può e deve riassumersi in una “philosophia Christi” e in una concezione della vita - dedotte dalla conoscenza dei suoi testi - senza la mediazione di apparati teologici, soprattutto quelli della tradizione scolastica, che pretendevano di descrivere la realtà divina con sofismi sempre più astrusi e sideralmente distanti dal senso della croce di Cristo.

Opere testimoni dell'alba della modernità e base culturale e morale della moderna idea di Europa. Un autore che resta un simbolo di questa identità e rappresenta un esempio di libertà intellettuale di respiro universale, di cristiano dalla coscienza senza frontiere, di saggio uso della razionalità e della tolleranza, di padre dell'Europa.

Maurizio Gentilini

titolo: Erasmo da Rotterdam. Prefazioni ai Vangeli
categoria: Saggi
autore/i: Seidel Menchi Silvana
editore: Einaudi
pagine: 180
prezzo: € 22.00