Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

N. 7 - 7 apr 2021
ISSN 2037-4801

Recensioni

Pandemia, la rete non basta
Saggi

Pandemia, la rete non basta

"Antivirus" (Castelvecchi) è un saggio agile, rigoroso e puntuale nell'inquadrare sociologicamente gli eventi recenti che hanno rivoluzionato ogni aspetto della quotidianità, dal lavoro alle relazioni, passando per l'assistenza sanitaria, la didattica, i consumi culturali. L'informazione ha svolto (e svolge tutt'ora) un ruolo fondamentale nel processo di sensibilizzazione al rispetto delle norme anticontagio, al netto delle approssimazioni e degli allarmismi. Si potrebbe indugiare sulla visibilità acquistata da giornalisti, esperti, opinionisti, virologi, scienziati, alle prese con la decrittazione di eventi complessi. Aspetto colto da Maurizio Costanzo nella prefazione al volume: “Abbiamo pensato, erroneamente, di poter essere tutto e di dire qualunque cosa. Però, anche gli eventi più dolorosi portano con sé un insegnamento e credo che questa volta potrebbe essere quello di riconsiderare la sostanza di noi stessi e del rapporto con gli altri piuttosto che la forma”.

I dieci capitoli di cui si compone il libro di Morcellini evidenziano gli effetti generati dal virus non solo in termini di “tracciabilità sociale e comunicativa della pandemia”, ma anche in rapporto al clima culturale che gravava su “una società disintermediata e disorientata”. L'autorità di Leopardi, Manzoni, Simmel, Park, Merton, Lazarsfeld, Elias, Berger consente all'autore di riflettere sull'universalità della condizione umana al tempo dei rischi globalizzati, con l'attenzione rivolta al ruolo della conoscenza e della cultura nelle fasi emergenziali. I rapporti Censis, Istat e Agcom permettono inoltre di stigmatizzare il “doping della comunicazione” praticato al tempo delle fake news, della “disinformazione” televisiva e della “retorica della paura”: “In altre parole, è come se una qualche forma di dispotismo della comunicazione abbia coinvolto tutti, intellettuali compresi; la sua forza specifica appare in piena luce su ragazzi e giovani in-formazione, e certo non solo le ultime leve”. La crisi di reputazione della scuola e della formazione, il declino del magistero pubblico della Chiesa, la dismissione della politica, la perdita di coesione nazional-popolare sono altrettanti fattori di corrosione sociale, agevolata dall'approssimazione e del de-acculturamento, come Morcellini rileva a proposito della “bolla comunicativa contro vaccini, scienziati ed esperti”.

Ne deriva un quadro allarmante, aggravato ma non generato dalla pandemia: “Siamo di fronte ad un mix di ignoranza e antipolitica eccitato anche nella stagione del Coronavirus senza alcun contributo incrementale all'aumento di conoscenze del soggetto, e dunque senza risolvere il bisogno”. Nel momento in cui mutano la simbolizzazione e la percezione degli eventi, ci si deve attenere a cinque principi che rendono efficace “l'antivirus della conoscenza”: accettazione e convivenza; capitalizzazione dell'esperienza; compliance; memorizzazione e storytelling; cambiamento di prospettiva. Ne deriva la necessità di “costruire uno spazio di passaggio al futuro”, che consenta di contrastare il nichilismo che si esprime mediante “l'esibizione muscolare di parole”.

Questo il messaggio liminare contenuto nel libro di Morcellini, sintetizzato nell'invito di Hannah Arendt “a pensare ciò che facciamo”. La comunicazione al tempo della pandemia, tra incertezza esistenziale e ipertrofia informativa.

Andrea Lombardinilo

titolo: Antivirus
categoria: Saggi
autore/i: Morcellini Mario
editore: Castelvecchi
pagine: 134
prezzo: € 12.50