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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 7 - 7 apr 2021
ISSN 2037-4801

Recensioni

La storia delle previsioni meteo
Saggi

La storia delle previsioni meteo

Il nuovo libro di Andrew Blum, “The Weather Machine”, pubblicato a giugno 2019 negli Stati Uniti, è arrivato in Italia con il titolo: “Rosso di sera...” (Raffaello Cortina). Attraverso il resoconto di studi, ricerche e  di incontri con fisici dell'atmosfera e meteorologi dei maggiori centri di ricerca esistenti, l'autore ci porta lungo un viaggio che, dall'intuizione visionaria per il tempo in cui venne concepita, di Thomas Jefferson prima e John Ruskin poi, ci conduce lungo la avvincente storia delle previsioni del tempo.

Jefferson, sempre interessato alla scienza e convinto del servizio che la scienza potesse svolgere per la nazione e l'umanità, per oltre 50 anni coscienzioso osservatore meteorologico, riteneva che raccogliere pazientemente i dettagli su quelli che egli chiamava "indici climatici" - temperatura, venti prevalenti, precipitazioni ed eventi biologici correlati - doveva costituire la base di una teoria affidabile del tempo e del clima. Dal canto suo Ruskin nel 1839 immaginava la costruzione di “un sistema perfetto di osservazioni sistematiche e simultanee”: la “macchina immensa”. L'invenzione del telegrafo aveva permesso che le osservazioni fatte in posti diversi della Terra potessero venire raccolte nello stesso centro di studi in breve tempo; questa mole di dati andava dunque messa a frutto per ottenere una migliore conoscenza dello stato attuale (ancora non si parlava di previsioni) dell'atmosfera.

Il racconto di Blum prosegue attraverso la storia del contributo che alla meteorologia hanno dato, fra gli altri, personaggi come Robert Fitzroy, Richardson, Bjerkenes, il primo a intuire che le equazioni che governano l'atmosfera sono solo sette e con sette variabili (ma a tutt'oggi impossibili da risolvere esattamente), fino alla descrizione del fantastico “Palazzo dell'Aia”. Si trattava, nel sogno di allora, di mettere al lavoro un esercito di “calcolatori”, intesi quali uomini intenti a eseguire calcoli, che elaborassero tutti simultaneamente i dati e risolvessero le equazioni che governano l'atmosfera.

Il libro affronta poi lo sviluppo delle conoscenze meteorologiche durante le due guerre mondiali, quando importante era sapere le condizioni in cui si sarebbe operato. E, successivamente, racconta dell'arrivo delle immagini della Terra dai satelliti e di come oggi queste informazioni siano diventate sofisticate: la raccolta dei dati dall'alto è illustrata nei minimi dettagli attraverso il resoconto di una visita al centro Eumetsat, in Germania. Nella terza parte l'autore descrive, con particolari senz'altro sconosciuti al grande pubblico, di come solo molto più tardi si iniziò a parlare di produrre, a partire dalle osservazioni, le previsioni meteorologiche. Lo fa accompagnandoci in visita ad altri due importanti centri - il Mesa lab, ai piedi delle Montagne Rocciose, in Colorado, e il Centro Europeo Ecmwf a Reading, in Gran Bretagna - e attraverso il resoconto di incontri con nuovi personaggi della meteorologia come Anton Eliassen, Jeffrey Anderson, Florence Rabier, Peter Bauer. Infine, il libro riporta le sfide degli ultimi decenni, quelle vinte e quelle ancora aperte. Dai due giorni, oggi possiamo vantare previsioni molto accurate fino a cinque-sei giorni.

Un aspetto percorre tutto il libro come un leit motiv e può essere riassunto nell'intuizione di Jefferson, tuttora valida, riportata da Blum: il tempo unisce il mondo. Le sue osservazioni per Jefferson non erano un progetto scientifico, ma politico, poiché viviamo su un pianeta separato da confini ma avvolto in un'atmosfera senza frontiere. La sfida è mantenere unita l'alleanza scientifica e continuare a fare osservazioni “perché sono alla base dei servizi per la nostra comunità” (Sue Barrell). A questo proposito, è sottolineato nel volume il ruolo che oggi, come in passato, svolge la World Meteorological Organization, organismo delle Nazioni Unite, Se la Risoluzione 40 del Wmo, nonostante la sua storia lunga e travagliata, assicura che ciascun Servizio meteorologico in ogni angolo del mondo fornisca i dati essenziali su base gratuita e illimitata, le sfide aperte sono ancora molte, legate alla diffusione di Internet, all'avvento di servizi meteorologici privati, alle nuove tecnologie. L'autore ci lascia quindi con una domanda fondamentale alla quale la meteorologia è chiamata a dare una risposta: come si adatterà la macchina del tempo a un mondo connesso in modo nuovo?

La traduzione italiana, a cura di Isabella Riva, esperta meteorologa per Enav, risulta agile alla lettura; è inoltre arricchita di note a cura della stessa traduttrice, laddove si introducono concetti poco noti a un pubblico vasto, come Open data, Big data, Crowdsourcing, First guess, Full dump, o si utilizzano termini come Forottero, Aerobee, Smap, orbita di parcheggio e orbita cimitero, o per descrivere istituzioni citate nel testo e presentare personaggi del mondo della meteorologia sconosciuti alla maggioranza dei potenziali lettori.

Marina Baldi

titolo: Rosso di sera...
categoria: Saggi
autore/i: Blum Andrew
editore: Raffaello Cortina
pagine: 202
prezzo: € 17.10