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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 10 feb 2021
ISSN 2037-4801

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La pandemia sotto la lente dell'Ocse
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La pandemia sotto la lente dell'Ocse

Il rapporto “Science, Technology and Innovation Outlook” dell'Ocse fa il punto ogni due anni dello stato della scienza, della tecnologia e dell'innovazione nei paesi membri dell'Organizzazione e non. Il focus dell'edizione 2021 del rapporto è ovviamente la pandemia della Covid-19. “I sistemi scientifici, tecnologici e dell'innovazione (Sti) hanno risposto con forza e flessibilità alla crisi della Covid-19. Sono state attivate nuove iniziative di ricerca del valore di miliardi di dollari in tempi record, e la ricerca e l'innovazione hanno condotto al rapido sviluppo di vaccini. Tuttavia la pandemia ha portato i sistemi Sti verso il loro limite estremo, mettendo in evidenza le aree che necessitano di un rafforzamento per migliorare la loro complessiva resilienza per affrontare le sfide presenti e future, incluso il cambiamento climatico”, si legge. “La crisi della Covid-19 ha accelerato fenomeni già in corso negli Sti. Si è ulteriormente esteso l'accesso ai dati ed alle pubblicazioni, è stato incrementato l'uso di strumenti digitali, si è rafforzata la collaborazione internazionale, vi è stato un fiorire delle collaborazioni pubblico-privato, ed è stato incoraggiato il coinvolgimento attivo di nuovi attori. Questi sviluppi potranno accelerare la transizione verso una scienza e una tecnologia più aperte alla società nel lungo periodo”.

Il rapporto lancia però un importante avvertimento: “Al contempo, questa generalizzata focalizzazione sulle tematiche della Covid-19 rischia di penalizzare indiscriminatamente l'impegno della ricerca nelle altre aree scientifiche e tecnologiche. Gli effetti della pandemia, particolarmente i confinamenti, hanno penalizzato pesantemente il normale funzionamento dei sistemi di innovazione, mettendo in pericolo le capacità di ricerca in settori fondamentali. La pandemia potrebbe aggravare ulteriormente le differenze esistenti nelle attività di ricerca e di innovazione tra settori avanzati e settori in ritardo, tra piccole e grandi imprese, tra aree geografiche. Questa distribuzione squilibrata potrebbe approfondire i divari di produttività, peggiorare la vulnerabilità dei 'ritardatari' e ridurre la resilienza economica, e dovrà essere oggetto di intervento delle politiche pubbliche a sostegno dell'innovazione”.

L'Ocse, in quanto organizzazione intergovernativa, ha quale principale missione quella di dare suggerimenti e indicazioni ai governi. Tra le sue principali linee di azione: “I governi dovrebbero ripensare le loro politiche […] devono essere capaci di guidare gli sforzi innovativi dove c'è maggior bisogno”. L'organizzazione evidenzia poi la “necessità di una ricerca transdisciplinare”, quella di “collegare il sostegno alle tecnologie emergenti”, di avviare “una riforma della formazione del dottorato e del post-dottorato” e infine auspica una “collaborazione internazionale. Lo sviluppo dei vaccini per la Covid-19 ha beneficiato di molteplici e nuove misure per la collaborazione nella R&S”. Infine, “i governi dovrebbero predisporre una più ambiziosa agenda per acquisire una maggiore resilienza”.

Il rapporto 2020 mostra inoltre alcuni dati relativi alle pubblicazioni scientifiche sulla Covid-19 estratti dalla base dati Pub-Med nei settori della ricerca biomedicale e delle scienze della vita nel periodo dal 1 gennaio al 30 novembre 2020. Il numero di pubblicazioni sulla Covid-19 è decuplicato dopo l'esplosione della pandemia, raggiungendo circa 9.000 pubblicazioni al mese. L'Italia è uno dei maggiori paesi produttori di tali pubblicazioni (7.505), di poco sotto al Regno Unito (8.157) e alla Cina (9.276): gli Usa sono a 26.716. Per quanto riguarda le pubblicazioni in collaborazione tra paesi, l'Italia emerge come uno dei più importati nodi mondiali (un terzo delle nostre 7.505 pubblicazioni sono svolte in collaborazione con ricercatori stranieri). Questi dati, commenta Giorgio Sirilli su Roars, “indicano che il sistema della ricerca pubblica italiana del settore biomedico pur vivendo, come tutta la ricerca pubblica, una condizione di gravi difficoltà, rappresenta indiscutibilmente un presidio di competenza e di vitalità”.

Mirna Moro

titolo: Science, Technology and Innovation Outlook
categoria: Multimediale
autore/i: Oecd
editore:
pagine: 207