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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 10 feb 2021
ISSN 2037-4801

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Il corpo: primum movens
Saggi

Il corpo: primum movens

“Il corpo non dimentica”, edito da Raffello Cortina, è un saggio scritto da Massimo Ammaniti, neuropsichiatra infantile, professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo della Sapienza Università di Roma e membro dell'International Psychoanalytical Association, e da Pier Francesco Ferrari, neuroscienziato ed etologo, direttore di ricerca dell'Istituto di scienze cognitive del Cnrs a Lione. Gli autori, in linea con il filone di ricerche che studia il ruolo del sistema motorio nella costruzione della relazione, sviluppano il tema della centralità delle dinamiche corporee, già presenti nel grembo materno, in accordo con lo sviluppo relazionale.

Già Spinoza aveva parlato del legame inscindibile tra mente e corpo, che ha avuto grande risonanza nel Novecento: pensiamo a Freud, che poneva il ruolo del corpo al centro della costruzione del mondo psichico, definendo l'Io “innanzitutto un'entità corporea”. Maurice Merleau-Ponty, nel 1953, sosteneva che i movimenti fossero “revélateur de l'etre”, perché sono proprio questi, i ritmi corporei e le espressioni facciali, che ci rivelano in profondità agli altri. Ecco allora che la comprensione del comportamento dell'altro avviene attraverso l'intercorporeità e al di là della verbalità. Lo conferma la scoperta dei neuroni specchio: la ricerca in campo neurobiologico ha rivelato che il loro sistema non si attiva solo quando si effettua un'azione finalizzata a uno scopo, ma anche quando si osserva quella stessa azione compiuta dagli altri. A maggior ragione, come ha dimostrato Daniel Stern, in una fase preverbale il bambino inizia a costruire il senso di sé proprio a partire dall'incontro con gli altri e il corpo diviene “primo motore” di un organismo sempre più complesso, di cui costruisce soggettività e intersoggetività.

Le neuroscienze hanno confermato e amplificato la conoscenza delle dinamiche corporee nello sviluppo infantile, analizzandole a partire dalla gravidanza: a lungo si era pensato che i movimenti fetali fossero caratterizzati da riflessi e stereotipie, invece “le indagini hanno rivelato una natura plastica dei movimenti del feto, con coordinazioni motorie finalizzate a degli scopi, aggiustamenti in base al feedback sensoriale e chiare capacità di apprendimento”. Il feto manifesta quindi intelligenza motoria, la cui organizzazione è “un nodo centrale nello sviluppo cerebrale e cognitivo del neonato”.

Le dinamiche corporee e, nello specifico, la concettualizzazione della conoscenza relazionale implicita già osservabile nelle interazioni bambino-genitore, hanno un ruolo fondamentale anche nelle relazioni terapeutiche: in campo clinico, infatti, è ora centrale la comunicazione extraverbale, rispetto a quella terapia della parola su cui si è fondata la psicoanalisi. È lecito quindi affermare che “la più ampia modalità di comunicazione implicita è rappresentata dai pattern delle azioni”, spesso intraducibili a parole.

Alessia Bulla

titolo: Il corpo non dimentica
categoria: Saggi
autore/i:
editore: Raffaello Cortina
pagine: 193
prezzo: € 19.00