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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 10 feb 2021
ISSN 2037-4801

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Tra scienza e show
Saggi

Tra scienza e show

Capelli scarmigliati, sguardo spiritato, camice sporche, grossi guanti, un apparato meccanico e alchemico che sprigiona fumi e rumori infernali. Una scena tipica della fantascienza ma che si basa su un'immagine stereotipata della scienza moderna, basta pensare ai dati delle inchieste nei quali l'affidamento alla ricerca per trovare soluzioni ai problemi che affliggono l'umanità si mescola con il timore che l'innovazione provochi ulteriori danni a noi e al Pianeta.

È di questo immaginario e delle sue basi storiche che parlano Alessandra Carrer e Luigi Garlaschelli in “Scienziati pazzi”, titolo inequivocabile, che rievoca inquietanti figure realmente esistite in discipline quali biologia, chimica, medicina, fisica, ingegneria, informatica, robotica, psicologia e matematica. Scienziati indifferenti alle implicazioni etiche del loro lavoro, ossessivamente concentrati sui loro studi, affetti da una superbia superomistica, complottisti e frustrati, talvolta più o meno consapevolmente malvagi.

Nell'immaginario della fiction e della narrativa questo scienziato pazzo è intelligentissimo, distratto, goffo, malfidato e parla con un accento tedesco o mitteleuropeo. L'archetipo è ovviamente il “Frankenstein o il moderno Prometeo” di Mary Shelley, seguito a cavallo tra '800 e '900 da “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Robert Louis Stevenson, da “L'uomo invisibile” di Herbert George Wells, da “Il gabinetto del dottor Caligari” e da “Metropolis”, rispettivamente diretti da Robert Wiene e Fritz Lang. Il problema è che una ricerca svizzera del 2012 ha mostrato come sin dalle scuole elementari e fino alle superiori bambini e ragazzi si immaginano in questo modo anche gli scienziati veri, con una visione distorta e negativa.

D'altronde, quella narrativa terrifica accompagnava alcuni fondamentali progressi della scienza europea, in particolare della fisica, la cui “età eroica” ha avuto protagonisti come Max Planck, Albert Einstein, Niels Bohr e Werner Karl Heisenberg. La scienza tedesca ha raccolto ben 25 premi Nobel per la fisica e per la chimica in pochi anni, proprio mentre le “nubi oscure si addensavano” sul suo futuro. I paralleli percorsi di cinema, letteratura, ricerca e politica aiutano insomma a comprendere anche i loro paradossali incroci.

Ovviamene il concetto di normalità varia con le epoche e da un luogo all'altro, anche nella scienza. “I codici deontologici si sono fatti via via più cogenti e sarebbe quasi impossibile ripetere oggi alcuni degli esperimenti specialmente ottocenteschi descritti in questo volume”. Non a caso anche il mood narrativo è cambiato, basti che si pensi a parodie quali “Frankenstein Junior”, “Il dottor Stranamore”, “The Rocky Horror Picture Show”, “Phineas e Ferb”, in cui il pazzo pericoloso viene derubricato a un divertente bizzarro.

Nella galleria del volume ci sembrano particolarmente impressionanti i “Trapiantatori di teste” e di cervelli, ma anche il mito dell'eterna giovinezza e virilità ha prodotto un campionario di stravaganze non da poco. Senza dimenticare la “clinica del sesso” di Masters & Johnson, che ha davvero segnato un'epoca culturale, così come il guru dell'“esperienza psichedelica” Timothy Leary.

Silvano Fuso e Alex Rusconi si sono invece dedicati a un altro genere di scienziati eterodossi o border line, i maghi, gli illusionisti. I due autori sono rispettivamente un chimico e divulgatore e un prestigiatore e scrittore, direttore della rivista “Magia” del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni pseudoscientifiche). In “Quando la scienza dà spettacolo”, prefato da Raul Cremona, effettuano un confronto tra due mondi molto distanti ma con sorprendenti punti di adiacenza: la scienza cerca di comprendere la realtà al di là delle apparenze, l'illusionismo mira invece a spacciare le seconde per la prima. Gli strettissimi rapporti tra loro sono dovuti al fatto che la scienza è debitrice agli illusionisti in quanto esperti delle caratteristiche per cui la mente sovrappone la percezione alla conoscenza, come confermano le neuroscienze; gli illusionisti per converso devono seguire i fondamenti e gli avanzamenti delle conoscenze scientifiche se vogliono efficacemente indurre la meraviglia nel pubblico.

Attraverso racconti, aneddoti e curiosità il volume propone un viaggio affascinante e divertente. Aderire alla realtà non vuol dire non concedersi un po' di sogni a occhi aperti.

Marco Ferrazzoli

titolo: Scienziati pazzi
categoria: Saggi
autore/i: Garlaschelli Luigi, Carrer Alessandra
editore: Carocci
pagine: 180
prezzo: € 13.00

  

  

titolo: Quando la scienza d spettacolo
categoria: Saggi
autore/i: Fuso Silvano , Rusconi Alex
editore: Carocci
pagine: 236
prezzo: € 18.00