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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 23 - 16 dic 2020
ISSN 2037-4801

Recensioni

A sesso unico
Narrativa

A sesso unico

Sibilla Aleramo, Ada Negri, Alda Merini e ancora Grazia Deledda, Elsa Morante, Matilde Serao sono solo alcune delle scrittrici che, attraverso la scrittura, hanno denunciato la subordinazione e la sottomissione della donna. Valeria Palumbo, con il suo “Non per me sola. Storia delle italiane attraverso i romanzi” (Laterza), fa luce sulla condizione femminile compiendo un excursus dall'Ottocento ai giorni nostri e dando voce a scrittrici come Luce d'Eramo, Maria Majocchi Plattis, Luisa Emanuel Saredo, Clotilde Scanabissi, Maria Messina, Annie Vivanti. Tanti i temi indagati: dagli abusi al potere esercitato da padri, fratelli e tutori, dalla Resistenza al lavoro in fabbrica, dai guardaroba ai viaggi, imposti o vietati.

“Vogliamo sottolineare il clima quasi costantemente ostile nei confronti delle giovani che volevano raggiungere una cultura superiore”, scrive l'autrice nel capitolo “Peccato che abbia studiato. I limiti imposti all'istruzione femminile”. Sebbene non siano mancate “donne di grande erudizione, ancor prima del Rinascimento”, la formazione in genere non permetteva loro emancipazione né accesso ad alcuna professione. Ciò che di buono era prodotto dalle donne veniva definito “virile”, la voglia di leggere un “capriccio”, l'inclinazione per l'arte e la scienza “un hobby e non una ragione di vita”.

La scrittrice riporta dati oggettivi della pur lenta evoluzione del livello di acculturazione femminile, fino al sorpasso sui colleghi di sesso opposto avvenuta nel 1991, con il 50,2% di donne tra i laureati italiani. Rita Levi Montalcini è la donna che fa da ponte tra questo capitolo e quello su “Il corpo pericoloso. La fisicità come difetto e malattia”: grazie a una famiglia che non ostacolò le sue inclinazioni svolse i propri studi scientifici in una casta “tutta maschile, che si formava in scuole precluse alle donne”.

Morale sessuale, segregazione e pregiudizi sociali hanno poi “reso i medici, per lungo tempo, particolarmente incapaci di ascoltare e guardare con mente sgombra il corpo delle donne e le sue malattie, per non parlare della gravidanza e del parto”. Non solo la madre era tranquillamente considerata sacrificabile durante il parto, ma spesso venivano emesse disinvolte diagnosi di pazzia, magari per sedare un atto di ribellione, “per cui, fino a gran parte del Novecento, come testimonia l'esperienza della poetessa milanese Alda Merini (1931-2009), le donne finivano in manicomio”.

Valeria Palumbo è autrice anche di “Piuttosto m'affogherei” per Enciclopedia delle donne: “Potrebbe stupire che in una cultura che ha prodotto eroine come Medea e Antigone e dee come Athena e Artemide, alle donne di Atene, nate da cittadini, toccasse un destino di spose e madri senza diritto di scelta. Ma è cosi”. Ed è stato così a lungo, non solo ad Atene. L'autrice dà voce a donne diverse, sovrappone vite, racconta storie, porta alla luce un'amara verità per sfatare la silenziosa accettazione, per denunciare, anche in nome di chi non ha potuto farlo, e per aprire gli occhi a chi vuole tenerli ancora ostinatamente chiusi.

Alessia Bulla

titolo: Non per me sola
categoria: Narrativa
autore/i: Palumbo Valeria
editore: Laterza
pagine: 248
prezzo: € 18.00

  

  

titolo: Piuttosto m'affogherei
categoria: Narrativa
autore/i: Palumbo Valeria
editore: enciclopediadelledonne.it
pagine: 284
prezzo: € 16.00