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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 15 set 2010
ISSN 2037-4801

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Innovazione a metà: scarsi investimenti e poche verifiche

Innovazione a metà: scarsi investimenti e poche verifiche

‘L'innovazione dimezzata' di Fabrizio Tuzi, direttore generale del Consiglio nazionale delle ricerche, affronta il tema dell'innovazione tra ricerca scientifica, mondo delle imprese e politica, con un occhio di riguardo per il capitale umano, considerato quale principale risorsa dell'economia fondata sulla conoscenza.

Il titolo ha una duplica valenza. In Italia l'innovazione è "dimezzata" in primo luogo perché il contributo pubblico e privato in ricerca e sviluppo (R&S) è di circa la metà rispetto agli altri paesi europei e molto al di sotto della media dei paesi Ocse. E poi perché manca una diffusa cultura della valutazione ex post, l'abitudine di misurare gli impatti che i progetti di ricerca finanziati producono in termini di ricadute occupazionali e benefici socio-economici.

Nel libro sono presentati i dati di un trentennio di innovazione in Italia a confronto con quanto è successo nel resto del mondo. La spesa in rapporto al R&S sul prodotto interno lordo nel nostro Paese è pari all'1,1% ed è più o meno costante dal 1995. Se mancano adeguati finanziamenti statali, va però osservato, sono soprattutto le imprese che si posizionano in basso nella graduatoria degli investimenti, con lo 0,53% del Pil contro, ad esempio, il 2,93% della Svezia (dati 2004).

Benché l'innovazione sia un pilastro fondamentale per la competitività economica di un paese, si legge nel testo, "l'attuale assetto normativo non riconosce l'autonomia necessaria" a questo "motore dello sviluppo". Lo Stato, oltre a promuovere l'innovazione attraverso i finanziamenti diretti, "dovrebbe svolgere il ruolo di facilitatore, per  esempio favorendo il rapporto di committenza di ricerca pubblico-privato": nella classifica del World Economic Forum del 2008, alla voce ‘capacità di promuovere collaborazioni tra università e industria', l'Italia è ancora in basso, 77esima su 134 paesi.

Per quanto riguarda le risorse umane, poi, nelle piccole e medie imprese soltanto lo 0,1% del personale impiegato conduce attività di ricerca (2004), un decimo rispetto alla Finlandia. Il 3,2% di scienziati e ingegneri impiegati sul totale della forza lavoro nel 2006, laddove nello stesso anno in Belgio erano l'8%, è un altro chiaro indicatore che sottolinea la necessità di un maggiore impegno da parte delle istituzioni nei settori della formazione e delle politiche di assunzione. Più in generale, "la spesa in formazione è sottodimensionata rispetto agli altri investimenti".

Infine, come accennato, ci sono le carenze sul piano della valutazione. Strumenti di valutazione e benchmark per la misura dell'innovazione sono disponibili, tuttavia persiste un disallineamento tra la verifica dei risultati conseguiti e il finanziamento dei progetti successivi. Proprio considerata la scarsità delle risorse disponibili, èerché i processi innovativi non restino dimezzati, "occorre basare i piani e i programmi su dati storici di performance".

Margherita Cappelletto

titolo: L’innovazione dimezzata
categoria: Specialistica
autore/i: Tuzi Fabrizio
editore: Francesco Brioschi
pagine: 124
prezzo: € 13.00