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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 23 - 16 dic 2020
ISSN 2037-4801

Recensioni

Smartphone, danni e benefici
Saggi

Smartphone, danni e benefici

Alzando la testa dai nostri telefoni per un attimo ci si accorge di essere tutti, chi più chi meno, dipendenti dall'interconnessione continua con gli altri individui e dalle informazioni che corrono sulla Rete. È quanto sottolinea la giornalista Lisa Iotti, all'inizio del suo libro “8 secondi"” (Il Saggiatore). L'autrice, partendo dalla sua esperienza personale tra le vie di Roma o nei suoi viaggi in giro per il mondo, compie un'analisi di ampio respiro sul tema, che la porta a chiedersi quale tipo di uomo abiterà la Terra tra cinquant'anni.

“Come era possibile che quello strumento fosse capace di distrarmi anche quando non avevo nessuna intenzione o bisogno di farlo? Di portarmi via da dove volevo a tutti i costi rimanere?”, si chiede turbata l'autrice. Ragionamento che porta a una consapevolezza ulteriore: la modifica dei comportamenti nelle relazioni interpersonali dovuti ai mezzi digitali. Gli stravolgimenti coinvolgerebbero aspetti apparentemente banali, ma di grande importanza nelle relazioni. Un esempio è il sorriso. Come dimostrato da un esperimento degli scienziati della Georgetown University, avere tra le mani uno smartphone riduce il numero dei sorrisi verso gli sconosciuti, e li rende meno autentici nell'espressione facciale. Si crea dunque una situazione di vero disagio ed estraniazione sociale, da taluni definita "phubbing" (crasi tra phone e snubbing, snobbare).

A essere colpita anche l'attenzione. L'autrice invita infatti a “prenderci dieci minuti di tempo per  osservare  un'opera d'arte con  più  attenzione  di  quanto  l'occhio  potrebbe  vedere  a  prima  vista  e  di  provare  a  frenare  la  nostra  mente  da  cavalletta”, la quale salta da un focus a un altro. “Dieci minuti sono un'eternità nella nostra epoca della noia”, prosegue l'autrice, “ma sono un utile esercizio di resistenza attiva contro lo sgretolamento della nostra attenzione sovrastimolata”.

Con una prosa accattivante e curata, Lisa Iotti prosegue il filo della sua speculazione. Con la rivoluzione digitale il corpo si piega, si trasforma per l'utilizzo del telefono e degli altri devices. “Tutti si genuflettono al banco della nuova religione, che lo si usi per scrivere una email di lavoro, per studiare i sintomi di una malattia, guardare le peripezie di un gatto su Youtube, postare una foto su Instagram o leggere un articolo sul New Yorker. Il movimento è sempre lo stesso”. Un chinare la testa che all'autrice appare molto simile a un atto di sottomissione al mezzo.

Il saggio affronta inoltre una delle peggiori conseguenze dell'uso compulsivo di social e smartphone, la progressiva perdita della memoria. “Il problema è che noi non ci rendiamo conto con quanta superficialità affidiamo la nostra vita a questi oggetti”. Perché, se è vero che ci semplificano l'esistenza trovando con facilità e archiviando una grande mole di dati, la loro mancanza ci lascia senza riferimenti. E senza ricordi. “Le scelte non sempre sono facili, e devono essere ragionate: la memoria è ciò che mi permette di avere delle opinioni” e di esprimere la nostra identità.

Attraverso una narrazione coinvolgente, “8 secondi” accompagna il lettore in un'indagine, piena di ombre, sugli scenari futuri delle applicazioni digitali e sul rapporto tra gli individui, spiegati alla luce di paure e piccole ossessioni che caratterizzano la quotidianità.

Filippo Flamini

titolo: 8 secondi
categoria: Saggi
autore/i: Iotti Lisa
editore: Il Saggiatore
pagine: 248
prezzo: € 18.00