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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 21 - 18 nov 2020
ISSN 2037-4801

Recensioni

Transizione energetica: consumare meno?
Saggi

Transizione energetica: consumare meno?

Gli sconvolgimenti climatici occupano ormai stabilmente - emergenza Covid a parte, ovviamente - il palinsesto dei notiziari televisivi e non solo. Non è solo un capriccio giornalistico, poiché il tema è parte integrante dell'agenda dell'Unione Europea, che indissolubilmente lega questo fenomeno al percorso che dovremmo intraprendere: la decarbonizzazione delle attività industriali e del trasporto. Cosa semplice a dirsi, molto meno facile da realizzare, considerato che attualmente oltre l'80% della richiesta di energia nel mondo è soddisfatta da fonti fossili (carbone, petrolio, gas), notoriamente le principali responsabili dell'effetto serra, a sua volta causa del riscaldamento dell'atmosfera e di quei fenomeni che tutti ormai abbiamo sotto gli occhi.

A meno di non fermare di colpo oltre l'80% di tutte le attività industriali e non del mondo - ne stiamo avendo un assaggio con la pandemia, in via temporanea - il problema sembra non avere una soluzione immediata tranne che si adotti la cosiddetta transizione energetica verso le fonti rinnovabili, che si stanno consolidando in due grandi gruppi: il fotovoltaico e l'eolico. Queste fonti hanno però un problema che, sin dall'inizio della Rivoluzione industriale, le fece soppiantare dal carbone: sono intermittenti e dipendono dal meteo. Si è quindi pensato a sistemi di accumulo, però l'elettricità è un “vettore energetico” - mentre il petrolio è una “fonte energetica” – che si può consumare istantaneamente ma difficile da accumulare.

La strada è in salita, ma una delle soluzioni sarebbe consumare meno. Ed è questa la soluzione prospettata nel libro “Il mito della crescita verde” (Lu::Ce edizioni), frutto della ricerca di giovani studiosi europei (Timothée Parrique, François Briens, Christian Kerscher, Alejo Kraus-Polk, Anna Kuokkanen, Joachim H. Spangenberg) e tradotto in italiano da un gruppo di attivisti del Movimento per la decrescita felice. La tesi è che la strada intrapresa dall'Europa è insostenibile perché continua a riproporre lo schema noto come Bau, “Business as usual”, ovvero continuare a consumare come stiamo facendo, ipotizzando peraltro una ulteriore crescita della popolazione mondiale. Sempre più soggetti, accanto a soluzioni tecnico-scientifiche irrinunciabili, invitano quindi alla sobrietà, il cui contrario è l'ubriacatura energetica che abbiamo vissuto e stiamo vivendo.

U. S.

titolo: Il mito della crescita verde
categoria: Saggi
autore/i: AA. VV.
editore: Lu::Ce edizioni
pagine: 150
prezzo: € 12.00