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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 19 - 21 ott 2020
ISSN 2037-4801

Recensioni

Il silenzio degli affetti
Narrativa

Il silenzio degli affetti

“Il passato e una terra straniera, fanno le cose in modo diverso laggiù”, scrive Leslie P. Hartley nell'incipit de “L'età incerta”, il suo romanzo di maggior successo, la cui trama ruota intorno ai turbamenti dell'adolescenza, alle disillusioni dell'età adulta e al rapporto tra memoria e passato. È un tempo analogamente matrigno, che ha nutrito speranze e negato cittadinanza ai sentimenti dei suoi abitanti, quello descritto dalla giornalista e scrittrice Patrizia Busacca nel suo libro postumo “Madri gotiche”. Il titolo è ispirato ai protagonisti del quadro di Grant Wood, “American Gothic”, che Patrizia Busacca ha visto all'Art Institute di Chicago durante uno dei suoi viaggi a scopo terapeutico. Il dipinto a olio raffigura un agricoltore che regge un forcone e, accanto a lui, una donna dall'espressione compassata.

Il cuore dell'intreccio è infatti un fitto reticolo di legami familiari, in particolare il rapporto con una madre all'insegna del silenzio dei sentimenti, quell'alessitimìa che si staglia fin dall'infanzia nella vita dell'autrice, trascinandosi negli anni come un'indesiderata eredità tramandata di generazione in generazione. Nel tentativo di affrancarsi da questo gelido modello femminile, Patrizia indaga sulla storia della sua famiglia fatta di emigrazione, guerra, vittorie, sconfitte e segreti a lungo taciuti, come l'esistenza di Lidia, una zia materna internata nell'ospedale psichiatrico romano Santa Maria della Pietà nel 1955, all'età di diciassette anni. Questa scoperta, avvenuta quando l'autrice era adolescente, le procura una specie di accensione, che la sprona a restituire nome e dignità a una donna considerata l'anello fragile della famiglia e per questo relegata nell'oblio.

Patrizia si trova poi ad affrontare di nuovo la malattia, questa volta la sua: un tumore al seno con cui ha convissuto dodici anni. Paradossalmente, sembra che una patologia da lei stessa definita emotiva e di cui rintraccia l'origine in quei legami familiari così faticosi eppure indissolubili le insegni ad apprezzare la semplicità dei gesti quotidiani e degli affetti di cui, forse per la prima volta, riesce a cogliere la felicità intrinseca: “Aspettiamo, aspettiamo con ansia che qualcosa accada e poi capiamo che il meglio è già passato e non ce ne siamo accorti. Ma io non posso permettermi che vada così, perché ho una probabile scadenza e devo far girare le cose. Non ho paura per me: so che sto dando il massimo per affrontare questa battaglia che non ho chiesto di combattere. Sono progettata per non fare prigionieri, quindi scusate la mia brutale sincerità”.

Complice una scrittura asciutta e vibrante, Busacca si cimenta in un riuscitissimo esperimento letterario di fusione di generi: il libro è una saga familiare che attraversa tre generazioni, è un noir dei sentimenti che dà voce a chi non l'ha mai avuta, è un diario intimo che racchiude i pensieri maturati durante la malattia ed è, soprattutto, il suo atto di coraggio nel descrivere senza retorica i devastanti effetti delle cure oncologiche su corpo e psiche. In questo le viene in aiuto la sua professione di giornalista, la vocazione alla ricerca dei fatti nella loro nuda verità. Alla ricerca di un responsabile, la protagonista capirà che il colpevole ha un nome che si chiama silenzio e che, alla luce dei fatti, i silenzi deflagrano. Se il passato è una terra straniera, va esplorato fino in fondo per capire chi siamo.

Patrizia Ruscio

titolo: Madri gotiche
categoria: Narrativa
autore/i: Busacca Patrizia
editore: Linea edizioni
pagine: 424
prezzo: € 15.20