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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 17 - 23 set 2020
ISSN 2037-4801

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Ma che razza di scienza…
Saggi

Ma che razza di scienza…

“In un mondo perfetto non ci sarebbe bisogno di un ennesimo libro su scienza e razza”, invece ancora oggi vive la convinzione che le razze “sarebbero in qualche modo giustificabili in termini biologici”. Da questa considerazione parte il libro “Una scomoda scienza” di Rob DeSalle e Ian Tattarsall, che fin dal titolo mettono in chiaro l'obiettivo del volume: dimostrare che le razze sono un costrutto sociale e politico, “un mix pericoloso di immaginazione e ideologia”, senza alcun fondamento scientifico. Gli autori proseguono con quest'opera un discorso avviato già nel 2011 con “Race? Debunking a Scientific Myth” (Texas A&M University Press editore), nella convinzione che il concetto di razza “dimostra una tenacia degna di uno zombie”. Ad esempio, in campo farmacologico, numerosi studi clinici portano avanti “la tradizione vetusta” di differenziare i soggetti campionati secondo questo parametro.

“Una scomoda scienza” è un “viaggio metodologico” che il paleontologo statunitense Niles Eldredge definisce “una straordinaria lezione di scienza”. Il volume ripercorre nel dettaglio l'evoluzione umana, attraverso gli strumenti della tassonomia, della genetica e della genomica: una lente d'ingrandimento che ci permette di osservare con i nostri occhi potenzialità e limiti della scienza stessa, “una forma di conoscenza che progredisce mettendo da parte le idee rivelatesi sbagliate, in una costante condizione di work in progress”.

La tassonomia, che si occupa di ordinare e classificare il mondo naturale, è per esempio estremamente efficace “per organizzare la nostra biosfera, con la sua lunga e ramificata storia evolutiva”, ma “i procedimenti sviluppati finora, per ordinare le diverse specie, non possono essere applicati in modo proficuo per studiare la varietà esistente all'interno dell'Homo sapiens”. Così pure, criticano la definizione di specie, usata per costruire gli alberi filogenetici, e i metodi utilizzati per attribuire i nomi agli organismi: “un'operazione potenzialmente distruttiva che rischia di tradursi in un 'noi contro loro'”. Il percorso giunge ad analizzare inoltre la scoperta dei gruppi sanguigni umani, le prime tecniche moderne del Dna barcoding e il Dna fingerprinting.

Negli ultimi capitoli del volume DeSalle e Tattarsall attaccano frontalmente un titolo di successo, “Una scomoda eredità” di Nicholas Wade, che ha “la pretesa di dimostrare l'esistenza delle razze umane”, affrontandone le premesse e i presupposti per concludere che le asserzioni di Wade “non sono accettabili in termini scientifici”. Gli autori concludono infine la panoramica con un epilogo in cui esaminano le conseguenze socio-culturali del concetto di razza, rimandandolo alla tendenza dell'uomo a identificarsi in gruppi e al bisogno di categorizzare ogni cosa con il linguaggio, e augurandosi che gli esseri umani non rimangano imprigionati oltre in “pregiudizi” che la scienza ha abbattuto da tempo.

Maria Grazia Boz

titolo: Una scomoda scienza
categoria: Saggi
autore/i: DeSalle Rob, Tattarsall Ian
editore: Codice
pagine: 233
prezzo: € 23.00