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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 17 - 23 set 2020
ISSN 2037-4801

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Se il futuro è tecnico
Saggi

Se il futuro è tecnico

Il termine “tecnica” può essere associato a diversi ambiti semantici, relativi alla sfera scientifico-antropologica per cui all'essere umano si attribuisce la competenza manuale, tecnologica e strumentale di compiere e far compiere determinate azioni. Il filosofo Roberto Marchesini indaga il termine secondo una concezione riferita a una realtà futuribile, cioè alle illimitate possibilità del divenire, a un periodo in cui il progresso delle macchine, al di là delle visioni distopiche e fantascientifiche, costituirà il gradino successivo dell'evoluzione dell'essere umano.

Nel volume “Tecnosfera: proiezioni per un futuro postumano”, l'autore inizia la propria riflessione ricostruendo i passaggi dell'Homo faber, capace di modificare la realtà che lo circonda, considerato in contrapposizione con l'animale non-umano (anche se, a dire il vero, le specie nelle quali si riscontrano comportamenti “tecnologici” sono numerosissime). Se la techne è infatti “hodos, metodo, raggiunto con ricerca, coinvolgimento, diligenza, disciplina, strategia, valutazione attenta dei fini e scelta dei giusti mezzi”, essa può essere considerata una caratteristica propria dell'umanità fin dai suoi esordi, quando “assume i contorni del magico e si diffonde in tutto ciò che ci circonda, si alimenta di eventi mimetici o rappresentativi che tentano di riproporre soluzioni organiche già presenti in natura”. La nostra esistenza è perciò tecno-mediata, caratterizzata da una distanza rispetto al mondo naturale raggiunta per mezzo della cultura, che influisce in maniera diversa nelle varie fasi dell'evoluzione storico-antropologica e destinata a divenire sempre più “alienante”, nel senso sempre di separazione dal “naturale”, con l'avvento di nuove tecnologie.

Dalla rivoluzione industriale, quando le macchine hanno iniziato ad essere alimentate grazie a risorse estrattive, secondo Marchesini, è cominciata una rivoluzione “capace di dar vita a un mondo avvolgente l'essere umano, che sta procedendo in modo serrato, per cui l'uomo non è più artefice, ma coinvolto nel processo in divenire”. In futuro ci troveremo di fronte a trasformazioni “in senso macchinico, per cui il corpo viene trasformato in un campo di forza chiamato a esprimere carenze in fieri, cantieri aperti al dominio dell'immaginazione, dell'occorrenza, della casualità, dell'eteronomia”. Un'evoluzione che pervaderà ogni ambito della quotidianità, fino a modificare l'anatomia umana, le relazioni, la sessualità, condizionando non solo le nostre esistenze ma anche la nostra biologia, come nel caso dei cyborg: “Non vi è dubbio che sempre di più, con l'accrescersi delle tecnologie digitali, chimiche, biotecnologiche, l'adattamento del corpo alla tecnologia si renderà evidente, invertendo alla radice il canone ergonomico e modificando la concezione stessa di naturalità e anatomia”.

Nonostante queste prospettive sembrino destinarci a un futuro ineluttabilmente infausto e apocalittico, l'autore afferma che “proporre di fermare tutto e fermarsi a riflettere sarebbe come implorare la tigre perché ci risparmi. Il problema sta nel comprendere quali siano stati gli errori interpretativi che abbiamo compiuto e cercare un nuovo paradigma per ripensare la tecnica e previsionare meglio quello che insieme a lei stiamo preparando”. L'autore insiste tuttavia nel sottolineare come la tecnica sia di fatto un prodotto della natura piuttosto che una semplice proiezione dell'animo umano, dato che “le innovazioni prendono sempre alla sprovvista l'essere umano, semmai possiamo dire che queste hanno portato in superficie, reso evidenti, criticità che erano già nell'impianto teorico descrittivo esplicativo adottato”.

Valentina Di Paola

titolo: Tecnosfera: proiezioni per un futuro postumano
categoria: Saggi
autore/i: Marchesini Roberto
editore: Castelvecchi
pagine: 250
prezzo: € 22.00