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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 17 giu 2020
ISSN 2037-4801

Recensioni

Il ricordo del futuro
Narrativa

Il ricordo del futuro

“Il tempo è solo memoria in divenire”, questa la citazione di apertura del romanzo “Recursion - Falsa memoria” di Blake Crouch, edito da Fanucci. Le parole iniziali racchiudono l'essenza del testo, un viaggio nei meandri della memoria alla scoperta delle possibilità dell'animo umano, un thriller dai contorni sfumati di giallo, un percorso da compiere con il fiato sospeso. La storia inizia quando il detective Barry Sutton, della squadra antirapina del dipartimento di polizia di New York, si imbatte nel caso di Ann Voss Peters, una donna che si lascia cadere dal quarantunesimo piano di un edificio, tormentata dai ricordi improvvisi di una vita mai vissuta.

L'umanità sta infatti affrontando quella che viene definita Sfm, o Sindrome della falsa memoria, una nuova e complessa malattia per cui chi ne è affetto sperimenta fenomeni di epistassi e improvvisamente ricorda dettagli di un'altra vita: figli mai nati, genitori mai persi, parenti inesistenti, incidenti mai avvenuti, partner mai incontrati. “Tutti credono che la Sfm siano solo falsi ricordi dei grandi momenti della tua vita, ma quelli che fanno più male sono i ricordi più piccoli. Non ricordo semplicemente mio marito. Ricordo l'odore del suo alito la mattina nel letto quando si girava verso di me. Di come ogni volta che si alzava prima per lavarsi i denti sapevo che sarebbe tornato al letto per cercare di fare sesso. Sono queste le cose che mi distruggono. I dettagli più piccoli e perfetti che mi fanno capire che è successo davvero”.

Gli scienziati non hanno ancora idea di come la presunta malattia possa diffondersi, né delle motivazioni che ne provocano la comparsa, mentre il detective Sutton inizia a comprendere la portata della situazione quando sperimenta in prima persona gli effetti della sindrome. Il testo alterna le vicende del poliziotto con quelle della neuroscienziata Helena Smith, che sta lavorando per costruire il “seggio della memoria”, un dispositivo in grado di conservare i ricordi (reali) dei pazienti affetti da malattie neurodegenerative. Un macchinario innovativo, “perché la memoria... è tutto. Fisicamente parlando, un ricordo non è altro che una specifica combinazione di neuroni che si attivano insieme, una sinfonia di attività neurale. Ma in pratica è un filtro tra noi e la realtà. Noi crediamo di percepire il mondo in maniera diretta e immediata, ma tutto quello che sentiamo e proviamo è questa ricostruzione attentamente ritoccata in differita del nostro cervello, che aspetta che il pezzo più lento dello stimolo sia processato, poi registra i circuiti neurali correttamente e te li fa provare insieme, come un evento simultaneo... circa mezzo secondo dopo che è effettivamente avvenuto”.

I fili narrativi dei due protagonisti si intersecano quando la dottoressa Smith scopre che chi utilizza la sua invenzione ha la possibilità di tornare fisicamente nel proprio ricordo, creando una nuova linea temporale, influenzando il corso della propria vita e di quelle degli altri. Avere la possibilità di riabbracciare una persona amata, compiere una scelta diversa, stringere nuovamente le mani di chi non c'è più… un dono affascinante, intrigante e terrificante allo stesso tempo. Quando chi è tornato indietro nel tempo raggiunge il momento in cui ha effettuato il viaggio, però, tutte le persone coinvolte rammentano improvvisamente una vita diversa, reale eppure “in sfumature di grigio, come dei fotogrammi di un film noir. Reminiscenze vaghe e tormentate”. Lo shock provocato da quest'ondata di consapevolezza genera una piccola emorragia. La Sindrome da falsa memoria si rivela quindi essere semplicemente un effetto dell'utilizzo del seggio e la dottoressa Smith, preoccupata dalla pericolosa possibilità che lo strumento finisca nelle mani sbagliate, si convince della necessità di eliminarlo. Cosa che risulterà molto più complessa del previsto.

Le problematiche affrontate da Crouch trovano nel romanzo una sintesi apparentemente coerente, “ogni momento è ugualmente reale e sta accadendo adesso, ma la natura della nostra coscienza ci dà accesso solo a una piccola parte ogni volta. Pensa alla nostra vita come a un libro. Ogni pagina un momento distinto. E nello stesso modo in cui leggiamo un libro, possiamo percepire solo un momento, una pagina, alla volta. La nostra percezione errata ci chiude l'accesso a tutte le altre”. Il tempo è quindi un'illusione, o piuttosto “la nostra percezione di esso è talmente lacunosa che potrebbe benissimo trattarsi di un'illusione”. Un espediente brillante, che coinvolge il lettore nella complessità e nella fascinazione dell'eterno desiderio umano di preservare il passato. “Recursion” è letteralmente una corsa contro il tempo, il volume scorre veloce, quasi cinematografico, con cambi di inquadrature, suspense, flashback e flashforward, colpi di scena ed emozioni.

Bambini divenuti ragazzi ricordano la fine delle loro vite, persone realizzano di non essere ciò che credono, i tassi di suicidi aumentano e i governi scatenano guerre. “Quando una persona muore non muore veramente. È ancora molto viva nel passato... Tutti i momenti, passati, presenti e futuri, sono sempre esistiti e sempre esisteranno. È solo un'illusione che abbiamo qui sulla Terra che a un momento ne debba seguire un altro, come perle di una collana, e che quando questo momento è passato sia passato per sempre”: la citazione di Kurt Vonnegut è un ulteriore suggerimento su si debba concepire il tempo affrontando la lettura del testo. Da “Ritorno al futuro” a “Terminator”, da “Doctor Who” a “Non ci resta che piangere”, dal “Canto di Natale” di Dickens a “La macchina del tempo” di H. G. Wells, fino agli “Amarcord” felliniani il viaggio nel tempo e nella memoria è una delle tematiche più battute da cinema e letteratura, per gli interrogativi scientifici che solleva e per l'inquietante attrattiva che esercita.

Valentina Di Paola

titolo: Recursion - Falsa memoria
categoria: Narrativa
autore/i: Crouch Blake
editore: Fanucci
pagine: 464
prezzo: € 17.00