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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 10 gen 2018
ISSN 2037-4801

Faccia a faccia

Almanacco della Scienza CNR -->Burattino senza fili e senza tempo

Burattino senza fili e senza tempo

È uno dei principali protagonisti della musica italiana. Rocker, architetto, pittore, cantautore, Edoardo Bennato è figlio di un impiegato dell'Italsider di Bagnoli e di Adele Zito. Fu proprio lei a 'iniziare' alla musica Edoardo e i suoi fratelli, Eugenio e Giorgio, a patto però di non trascurare gli studi scolastici. “Sono nato a Bagnoli, in viale Campi Flegrei 55, un numero che mi piace, che suona bene e che mi ha portato sempre fortuna”, ha scritto in 'A Napule 55 è a musica'. Il suo album 'Burattino senza fili' ha appena compiuto 40 anni: per l'occasione, è uscita un'edizione speciale dei brani del '77, arricchita dall'inedito 'Mastro Geppetto'.  

'Burattino senza fili' racconta in chiave ironica personaggi che potrebbero essere dei nostri giorni. Come mai?

La favola collodiana è più che mai attuale. Sono brani che canto da sempre nei concerti e che, come ho verificato nel recentissimo tour nei teatri, continuano a divertirmi e a divertire. La vena surreale, kafkiana, paradossale di Collodi continua a intrigarmi e rileggendo il libro attingo ulteriori particolari e sfumature che mi erano sfuggiti.

Per esempio 'Mangiafuoco', 'Il gatto e la volpe', 'Il grillo parlante'…

Mangiafuoco è il gran burattinaio, ha in mano i fili e controlla tutto e tutti. Ma simboleggia anche il nostro fatalismo, la nostra incapacità di costringere chi è stato delegato a fare gli interessi della comunità e non i propri: rappresenta, insomma, un alibi alla nostra abulia. Il Gatto e la Volpe sono gli imbonitori, gli imbroglioni che traggono vantaggio dalla nostra stupidità: sono tempi duri per gli sprovveduti, aspiranti al successo, che si fanno facilmente blandire e imbrogliare. Il Grillo parlante? Pinocchio a un certo punto della favola non ne può più di sentire le sue lezioni di morale e gli lancia una martellata.

In 'Burattino senza fili 2017' ci sono anche dei nuovi personaggi.

Uno di questi è Lucignolo: l'ho immaginato nella versione 2017 come un pr che indica l'itinerario segreto per arrivare a un rave party e porta tutti allo sballo, così come il Lucignolo di Collodi portava Pinocchio nel 'Paese dei balocchi'. Anche Mastro Geppetto mancava nella prima versione dell'album: all'epoca non avevo trovato un'idea e una melodia convincenti, ma in questi ultimi mesi la formula musicale è arrivata, il ritmo vivace e incalzante dello swing esaltato dai fiati. Mi sono immaginato Geppetto come un vecchio pensionato, un mastro artigiano pieno di inventiva.

'Dotti medici e sapienti' ironizza invece sulle disquisizioni tra scienziati. Come si pone nei confronti di innovazione, scienza e tecnologia?

Alcune volte i dotti, tronfi di retorica e prosopopea, non riescono a stare al passo con i tempi, non sanno gestire l'innovazione. I veri sapienti sono quegli scienziati che non si mettono in mostra, che si danno da fare nei loro laboratori e sono realmente propositivi. Gente come Albert Sabin, che ha sacrificato la sua esistenza per la ricerca scientifica, riuscendo a debellare la poliomielite. Non ebbe né premi né riconoscimenti e, a chi gli chiedeva perché non avesse depositato il suo brevetto, rispose: “Se l'avessi fatto sarebbe costato, magari poco, ma sarebbe costato, invece è un regalo che io volevo fare a tutti i bambini del mondo”. Nella nostra comunità apparentemente cosciente, sensibile e acculturata, nessuno si ricorda di lui.

Dal punto di vista musicale 'Dotti medici e sapienti' risente dell'influenza di Rossini. Come mai?

Ho composto molti brani di sapore rossiniano come 'In fila per tre', 'Tutti insiem lo denunciam' 'Troppo troppo', che si alternano alla mia vena rock. In occasione di un 'Pavarotti & Friends' Luciano disse: “'Dotti medici e sapienti' rappresenta il trait d'union tra il mio mondo musicale e il tuo”. Noi che viviamo ai margini dello spettacolo anglo americano veniamo spesso etichettati come dei replicanti di quel modello musicale: questi brani rappresentano anche un riscatto nei confronti di questa critica.

Sulla copertina di un album utilizzò un suo progetto ferroviario per l'area metropolitana partenopea. Napoli è ancora d'ispirazione per lei?

Da sempre utilizzo il mio ruolo di artista per promuovere idee utili alla città. Trovo giusto che i giovani partecipino alle fasi progettuali, per coadiuvare e ispirare i tecnici e le istituzioni. Anche nel brano 'La città obliqua' descrivo un progetto di scale mobili attrezzate per collegare l'area collinare con il lungomare.

Nei suoi brani parla spesso della verità: 'Sarà falso, sarà vero', 'Magari sì, magari no', 'I gemelli della verità', 'Galileo'. Oggi si parla molto di post-verità e fake news, qual è il suo parere?

Nel mio ultimo album d'inediti 'Pronti a salpare' c'è un brano, 'La calunnia è un venticello', che ho dedicato a Enzo Tortora e Mia Martini e a chi, come loro, è vittima di accuse false e infamanti, che trovano spesso un pubblico vasto e affamato. Oggi, con i social, pare che il circo mediatico delle fake news trovi un terreno ancora più fertile. Sembra che, più del contenuto della notizia, importi la spettacolarizzazione che ne può derivare. Ed è sempre più difficile trovare fonti attendibili e qualificate. Il dubbio diventa un antidoto contro questi agguati e per parlarne nei concerti eseguo il mio brano 'Abbi Dubbi' dell'89, cercando di renderlo spettacolare, divertente, ritmico, quasi uno scioglilingua. Mia figlia Gaia, con la saggezza istintiva dei suoi 13 anni, mi consiglia di iniziare i concerti sempre con questo brano.

Con 'La Fata' e altri brani ha reso omaggio alle donne. La violenza di genere è un fenomeno tristemente di attualità. Quali sono, secondo lei, le misure per arginarlo?

Di recente la prefettura di Rimini ha realizzato un incontro sulla violenza contro le donne utilizzando 'La fata' come sigla e dando come titolo all'evento un verso del brano: “Però no, chiamarlo amore non si può”: mi ha fatto molto piacere. Penso che il fenomeno si possa arginare con l'educazione e con la diffusione di una cultura che comunichi il vero significato delle parole rispetto, pari opportunità e dignità. è un discorso che non si limita solo ai femminicidi o alle violenze più efferate, ma comprende la visione più ampia dei valori che vogliamo porre a fondamento della nostra società. Tutti possiamo fare la differenza, dal più piccolo gesto quotidiano a un film, un libro o una canzone che siano capaci di toccare gli istinti e le emozioni degli altri. Io mi esprimo attraverso la musica. L'importante è che la questione diventi un sentire comune.

'Pronti a salpare', che ha vinto il Premio Amnesty Italia 2016, affronta il tema dell'immigrazione. Da dove nasce quest'attenzione?

L'immigrazione va affrontato utilizzando parametri di un codice che io definisco 'latitudinale', svincolato da luoghi comuni, remore e pregiudizi. Nei testi delle canzoni e nelle tele che dipingo cerco un equilibrio tra il cinismo, l'ignoranza e l'egoismo di una parte e l'inconcludente buonismo di un'altra. Partiamo dal presupposto che non ci sono razze diverse, ma un'unica razza umana che si è diversificata nel corso dei millenni in seguito allo spostamento latitudinale. I nostri antenati hanno iniziato a spostarsi dal centro dell'Africa verso Nord e la loro pelle ha cominciato a schiarirsi in relazione al clima, sono stati poi costretti a ingegnarsi, a modificare il loro rapporto con la natura, a costruire, inventare, modificare le loro nozioni tecnologiche, etiche, morali e sociali, formando gli albori di quella che chiamiamo 'civiltà'. Potremmo azzardare un parallelismo tra umanità adulta e umanità bambina, ma non è un problema di buoni e cattivi, di stupidi e intelligenti.

Come pittore ha dedicato una mostra a questo tema, intitolata 'In cammino…'. 

La mia personale è stata allestita per la prima volta ad Expo 2015 con la presentazione di Vittorio Sgarbi e successivamente a Napoli, Chiasso e Siena. I quadri vogliono innescare un meccanismo di confronto, per questo ho usato un linguaggio fotografico e iperrealista evidenziando le figure e tralasciando o abbozzando il contesto. Per esempio, ho raffigurato i 'Vucumprà' esaltando la loro eleganza e dignità rispetto ai bagnanti.

Progetti per il futuro?

La realizzazione di un nuovo album d'inediti a cui sto già lavorando. Portare sulla scena il musical di Pinocchio con i brani di 'Burattino senza fili 2017' e la trasposizione del musical di Peter Pan in inglese.

Alessia Cosseddu