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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 26 ago 2015
ISSN 2037-4801

Faccia a faccia

Almanacco della Scienza CNR -->Peppe Barra: un artista tra tradizione e innovazione

Peppe Barra: un artista tra tradizione e innovazione

Peppe Barra, autore teatrale, attore e cantante, è una delle figure di spicco della musica e della cultura napoletana. Nasce a Roma nel 1944 e cresce a Procida, isola natia dei suoi genitori: Giulio, artista di varietà, e Concetta, cantante e icona del teatro popolare partenopeo. Sin da giovanissimo inizia a frequentare le scuole di recitazione e a calcare le scene: alla fine degli anni Sessanta, con altri musicisti napoletani, fonda la Nuova compagnia di canto popolare (Nccp), interprete tra gli altri della memorabile opera 'La Gatta Cenerentola’. È autore e interprete, con la madre Concetta, di molte opere teatrali. Nel 2002 partecipa, nei panni del Grillo Parlante, al film di Roberto Benigni 'Pinocchio’. Nel 2014 l’Università Federico II di Napoli lo ha insignito della laurea Honoris causa in letteratura e teatro. Lo abbiamo intervistato al termine della performance che ha chiuso il 'Futura festival' di Civitanova Marche.

Attore e cantante, quale delle due forme artistiche prevale?

Nessuna delle due, perché il canto è in simbiosi con la recitazione e perché chi è intonato sa interpretare al meglio anche il recitato. Questo è anche il motivo per cui tutti i miei spettacoli sono sempre un 'recitar cantando’.

Come ricorda il rapporto personale e professionale con sua madre?

Il nostro connubio artistico e spirituale è durato una vita e ha ovviamente travalicato la mera attività artistica, è stato una sorta di viaggio fantastico, contraddistinto da un profondo amore reciproco. Aver potuto condividere con lei gran parte del mio lavoro è stata un’esperienza irripetibile. Non potrei descrivere la grande gioia che provavo a recitare con questa donna che, tra l’altro, era una persona e un’artista interessantissima, tant’è che non ho trovato altri partner simili a lei.

Lei è stato uno dei fondatori della Nccp, gruppo fondamentale della musica d’autore napoletana degli ultimi decenni del Novecento.

Diciamo che tutto è partito dalla Nuova compagnia di canto popolare: tutti gli altri gruppi e artisti che sono giunti successivamente sono nati proprio grazie all’interesse che la Nccp ha fatto rinascere nei confronti delle tradizioni musicali popolari. Ci va riconosciuto il merito di aver riscoperto e riproposto questa forma di espressione canora e di aver saputo ispirare tanti artisti che, attingendo dal nostro sound, si sono affermati in seguito. Ricordo, per esempio, che Pino Daniele era spesso presente ai nostri concerti, mentre Edoardo Bennato, prima di intraprendere la carriera solista, aveva partecipato in prima persona con il fratello Eugenio al nostro progetto.

La sua musica è però caratterizzata dalla fusione di generi e tradizioni differenti provenienti dal Mediterraneo.

Napoli è stata in più occasioni il punto di riferimento dell’area composta dai diversi popoli del Mediterraneo. Anche le invasioni, per quanto crudeli e violente, sono servite a generare la commistione di culture che caratterizza la mia città e, di conseguenza, la mia musica. Non a caso, nel '700, Napoli era la capitale d’Europa.

A Civitanova Marche si è esibito all’interno di un Festival dedicato al futuro. Qual è il suo rapporto con l’innovazione, la tecnologia e la ricerca scientifica?

La ricerca scientifica e l’innovazione svolgono un ruolo primario nel mondo in cui viviamo. Senza di esse non avremmo potuto usufruire di tutta la tecnologia che oggi rende la nostra vita più comoda e stimolante rispetto al passato. Credo, però, che manchi un adeguato livello di consapevolezza di cui l’utilizzo di questi nuovi strumenti avrebbero invece bisogno. Scienza e tecnologia dovrebbero diventare appieno preziose alleate nel perseguimento di una società incentrata sui valori della conoscenza, in un connubio con l’arte e la cultura in tutte le loro forme. Invece osservo quotidianamente un’indifferenza diffusa, soprattutto da parte dei giovani, nei confronti delle tradizioni e degli avanzamenti culturali che rendono così meraviglioso e unico il nostro Paese.

M.M.