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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 13 - 2 ott 2013
ISSN 2037-4801

Faccia a faccia

Almanacco della Scienza CNR -->Nei giochi di parole, i cambiamenti del mondo

Nei giochi di parole, i cambiamenti del mondo

Un nome associato inevitabilmente all'enigmistica, quello di Stefano Bartezzaghi, saggista e giornalista. Classe 1962, pubblica a soli nove anni un rebus sulla 'Settimana enigmistica' della quale il padre Piero è una 'colonna’. Nel 1990 si laurea all'Università di Bologna e dal 1986 collabora con alcuni settimanali e con emittenti radiofoniche, tra l'altro conducendo una rubrica su Radio 2 Rai. In televisione collabora con 'Anima mia' condotto da Fabio Fazio e con 'Pinocchio' condotto da Gad Lerner. Nel 2000 comincia la collaborazione, tuttora in corso, con il gruppo Repubblica, scrivendo di cultura e linguistica per le rubriche 'Lessico e nuvole' e 'Lapsus'. Ha insegnato all'Università di Bergamo e all'Università Iulm di Milano. È autore del racconto 'Variazioni' e del volume 'Dando buca a Godot'.

L'enigmistica compie 100 anni: i cruciverba, gli anagrammi e i rebus sono ancora attuali ai tempi di internet?

Se il cruciverba è giovane, la nascita del rebus si perde alle origini della scrittura e il primo anagramma che conosciamo è addirittura riferito a Platone, che a sua volta lo attribuiva ad 'antichi sapienti'. Le possibilità combinatorie delle lettere hanno affascinato l'uomo ancor prima che fosse diffusa la parola scritta. Internet è solo un altro strumento di circolazione per giochi di parole e combinatori, che esisteranno sino a che esisterà il linguaggio alfabetico.

Cos'ha contribuito al successo di Ruzzle?

Ruzzle usa un vecchio meccanismo di gioco, quello del 'Paroliere', e aggiunge la dimensione agonistica, in tempo reale, con sconosciuti, oltre al piacere di manipolare il telefonino, che è una sorta di giocattolo antistress.

Tutte le lingue si prestano alla sfida enigmistica?

Parrebbe proprio di sì. Esistono anche cruciverba giapponesi: hanno però meno successo, non a caso il Giappone ha decretato il successo del Sudoku, definito come 'parole crociate senza parole'.

I giochi e l'enigmistica come seguono il mutamento linguistico?

Uno dei fattori di longevità dei giochi basati sulla lingua è che, usando termini o accezioni nuovi, anche la sfida si rinnova. È facilissimo capire in che anni un cruciverba è stato composto e definito, risolvere parole crociate che negli anni Trenta erano semplici può risultare per noi complicatissimo. Invece un Sudoku che risolvo potrebbe essere stato composto oggi come vent'anni fa.

Segue gli sviluppi linguistici e lessicali indotti da scienza e tecnologia?

Non seguo i giornali specializzati, perché un'espressione mi interessa nel momento in cui si diffonde, magari anche pervertendo il suo significato originario (pensiamo a tutti gli usi metaforici di Dna). Della considerazione mass-mediale che si ha della scienza mi preoccupa un po' l'idea che venga considerata il campo della verità assoluta.

Al Cnr si cercano di recuperare le cosiddette lingue 'morte’: è utile, a suo parere?

La conoscenza non è fondata sull'utilità, è una propensione dell'uomo, e il pensiero dell'utilità anzi la minaccia. Lo studio delle lingue antiche è indispensabile per raffigurare i processi di significazione che legano suoni e grafeni a pensieri e interpretazioni. Se poi ci si riferisce a latino e greco, ritengo che a scuola non si vada per imparare nozioni che 'servano' per la vita, ma per apprendere cosa vuole dire essere italiani. Bisogna solo scegliere se il latino è o meno parte dell'identità italiana.

La lingua rischia di banalizzarsi e contaminarsi con neologismi e anglicismi diffusi anche dalla rete?

L'ondata di neologismi e anglicismi precede la rete. Quest'ultima moltiplica, in generale, l'uso di un gergo quando esce dal suo ambito settoriale e viene considerato spiritoso o addirittura prestigioso. Il problema vero della lingua italiana è la svalutazione sociale della scuola, che ha perso la forza di stabilire uno standard linguistico comune a tutti gli italiani.

Francesca Nicolini