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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 16 - 15 dic 2010
ISSN 2037-4801

Faccia a faccia

Almanacco della Scienza CNR -->La visione scientifica dello scrittore

La visione scientifica dello scrittore

Nata a Matera ma romana d'adozione, Mariolina Venezia ha vinto nel 2007 il premio Campiello con il romanzo ‘Mille anni che sto qui', in cui racconta 150 anni di una famiglia lucana attraverso le sue successive generazioni. La scrittrice collabora con riviste letterarie, scrive sceneggiature per il cinema e la televisione (tra le altre, la fiction 'La squadra'), ha pubblicato tre libri di poesie in Francia.

Ha trascorso un periodo della sua vita a Parigi, si è divisa tra poesia, giornalismo, radio e tv... Diverse esperienze culturali e diversi mezzi di comunicazione, anche dal punto di vista tecnologico.

L'esperienza francese mi è stata utilissima, Parigi è una città piena di stimoli, e anche aver frequentato vari ambiti - dal teatro alla radio, fino alla televisione - è stato una crescita culturale. La creatività è unica, però vedere una stessa situazione da vari punti di vista aiuta a sviluppare la propria poetica. La commistione tra i generi, guardare a un'arte attraverso un'altra arte, arricchisce. Non è un caso se ancora oggi, quando scrivo, mi ispiro spesso alla pittura e alla musica. L'impatto con i diversi strumenti tecnologici invece non è stato facile e ho ancora tanto da imparare.

‘Mille anni che sto qui' è un romanzo-saga di impianto storico, al termine del quale la famiglia e la provincia meridionale ‘perdono' la loro identità con l'arrivo del progresso. Ha voluto esprimere una sua avversione ‘pasoliniana' verso lo sviluppo scientifico-tecnologico?

Nel mio romanzo non c'è avversione, c'è un guardare le cose. È evidente che con l'andare del tempo e con le trasformazioni sociali e tecnologiche si perda qualcosa e si acquisti qualcosa d'altro. Non credo per questo che prima fosse meglio, o peggio: era solo diverso. E io cerco di esplorare i cambiamenti.

Anche il suo ultimo libro ‘Come piante tra i sassi' è ambientato in Basilicata. Ha nostalgia della sua terra? Come vive le differenze tra la grande città e la provincia meridionale?

Il motivo principale per cui ho ambientato i miei primi due romanzi a Matera è che la Basilicata mi emoziona, ho nostalgia delle mie radici, anche se non voglio più viverci. Sì: sono divisa tra città e provincia, mi piacciono molto la natura, la campagna, il mare che mancano nella Capitale ma mi sono adattata alla metropoli.

In questo romanzo tocca anche il tema della protesta contro la discarica di rifiuti tossici di Scansano Ionico, ma anche come documentarista si è interessata di ambiente. Come crede si possano contemperare le esigenze ecologiche con lo sviluppo industriale?

Compito di uno scrittore è raccontare il tempo, le condizioni, come alcuni eventi impattano sulla vita, non fornire soluzioni, che comunque penso si possano trovare utilizzando il buon senso comune e non guardando soltanto al proprio interesse, acquisendo la consapevolezza che il proprio benessere si raggiunge attraverso quello degli altri e quindi dell'ambiente che ci circonda. Non si può essere felici da soli. Nei miei libri però esploro di volta in volta aspetti sociali o sentimentali, cercando di raccontarli con la cura del documentarista, setacciando e non sorvolando.

Nel suo primo libro ‘Altri miracoli', trovano spazio racconti legati al mondo della ricerca. Da cosa deriva questa scelta?

Il mio interesse principale era raccontare gli eventi collegati ad alcuni esperimenti, come nel caso della vivisezione, che reputo terribile.

Quando inizia a lavorare a un nuovo libro, come conduce il suo lavoro? Per esempio, utilizza internet per raccogliere informazioni?

Anche, ma cerco il più possibile di ottenere informazioni sul campo. Non parto mai dalla rete, talvolta la utilizzo per verificare notizie o cercare dati specifici. Per ‘Mille anni che sto qui', ad esempio, ho effettuato soprattutto ricerche sui luoghi, ho parlato con gli anziani per conoscere dalla loro viva voce usi e abitudini passate.

Cosa pensa invece degli e-book?

Come nel caso di altre novità tecnologiche, ci darà qualcosa e ci toglierà qualcosa. Anche 'invenzione del telefono ha cambiato i rapporti tra le persone e la percezione dello spazio: allo stesso modo l'e-book avrà i suoi vantaggi sotto molti aspetti, ad esempio portare tanti libri in viaggio senza avere peso, ma facendoci perdere il rapporto fisico con la bellezza di quest'oggetto.

Come andava a scuola nelle materie scientifiche? Ha mai pensato di dedicarsi alla scienza come professione?

No, mai. Ho sempre preferito le materie umanistiche anche perché quelle scientifiche venivano spesso insegnate in maniera arida. In seguito mi sono però pentita di non aver mai studiato fisica: oggi leggo qualche testo sull'argomento, cercando di capire qualcosa, ma mi risulta complicato. Ora capisco, anche per il mio lavoro, quanto sia importante avere una visione scientifica delle situazioni.

Roberto Nicchi