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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 1 - 9 gen 2019
ISSN 2037-4801

Faccia a faccia

Almanacco della Scienza CNR -->Syria: mi appassionano il palco e la… medicina legale

Syria: mi appassionano il palco e la… medicina legale

Cecilia Cipressi, in arte Syria, nasce a Roma in una famiglia in cui la musica era di casa. La sua avventura musicale inizia molto presto, dopo la maturità, quando il noto compositore Claudio Mattone la convince a tentare l'avventura di 'Sanremo giovani' e diventa il suo primo produttore. Nel 1995 vince la selezione con una cover di 'Sei bellissima' di Loredana Bertè, accedendo di diritto al Festival, che vince nel 1996 con il brano 'Non ci sto'. Cantante eclettica, nel corso della carriera ha sperimentato vari generi musicali. Nel 2017 ha festeggiato 20 anni di attività con la pubblicazione dell'album '10 + 10', una raccolta di inediti e di successi. Alla professione di cantante ha affiancato poi quella di attrice teatrale, che è ora per lei prioritaria.

Come si è avvicinata al mondo della musica e come ha scelto il suo nome d'arte?

Sono cresciuta in una famiglia in cui la musica era di casa, perché mio padre lavorava come discografico alla Fonit Cetra. In casa venivano personaggi come Mia Martini, Sergio Endrigo, Loretta Goggi, Gianni Morandi. Non ho mai approfittato, però, della posizione di mio padre, non mi andava di chiedergli nulla, ero indipendente. Mi è sempre piaciuto cantare e al liceo ho iniziato con le band della scuola: erano il mio sfogo e sottolineavano la mia voglia di essere libera. Per quanto riguarda la scelta del mio nome, è stata facile: è il mio secondo nome ed è quello della mia nonna materna. Il mio produttore, Claudio Mattone, lo ha subito adottato e così da Cecilia Cipressi sono diventata Syria.

A 18 anni era sul palco di Sanremo e ha vinto il Festival nella categoria giovani con la canzone 'Non ci sto': come ha vissuto quel successo?

Mattone cercava una ragazza per Sanremo. Mio padre, però, non aveva compreso la mia passione per il canto, mi sono avvicinata a questo ambiente autonomamente, tanto che ho fatto il provino di nascosto. Solo quando sono stata scelta per partecipare alla categoria giovani della manifestazione canora, ho confessato a casa questa “follia”. Ma le sorprese non erano finite. Mio padre, infatti, partecipava come discografico alla manifestazione con un'altra cantante, Silvia Salemi. Dopo le selezioni, che ho passato cantando 'Sei bellissima' di Loredana Bertè, ho vinto a Sanremo con 'Non ci sto' in concorrenza con Silvia e, quindi, con mio padre. È stato divertente per me, ma non per lui. Allora abbiamo anche litigato, ma ora, dopo 22 anni, ci ridiamo su. In realtà, proprio la sua educazione e la presenza in casa di tanti artisti hanno contribuito alle mie scelte professionali. Oggi ringrazio papà, perché mi ha fatto capire quanto questo mestiere sia altalenante, difficile e da affrontare con cautela.

Nel 2017 ha festeggiato 20 anni di carriera nel corso dei quali ha sperimentato varie tipologie musicali, dal pop melodico all'elettronico? Quale sente più vicina?

Sono sempre stata curiosa e mi piace sperimentare anche nella musica. Il mio pubblico si è abituato ai miei cambi repentini. Senza dubbio agli esordi ho amato molto, la musica melodica, i progetti elettronici. Oggi, però, sono attratta dal teatro, mi fa stare bene lavorare sul palco con artisti come Serena Dandini, Francesco Paolantoni, Paolo Rossi e Pino Strabioli.  

C'è qualche nuova collaborazione a cui aspira?

Mi piacerebbe esibirmi con Danilo Rea, al piano, o interpretare canzoni scritte da Paolo Conte e Ivano Fossati. Sono sogni che, per ora, rimangono nel cassetto. Un progetto che invece ho in mente di realizzare è lo spettacolo 'Divas', con protagoniste solo donne della musica italiana, sullo stile di quanto fanno negli States e seguendo l'esempio di Laura Pausini nel 2009, allo stadio San Siro di Milano, con il concerto benefico 'Amiche per l'Abruzzo' in favore dei terremotati dell'Aquila, al quale ho partecipato.  

Tutte le sue canzoni mettono in primo piano l'amore, cosa rappresenta per lei questo sentimento?

Può sembrare un luogo comune, ma mi è sempre piaciuto voler bene alle persone, amare i figli, dare e ricevere da loro. L'amore è alla base di tutto: se non c'è questo sentimento, non si vive bene.

Alla carriera di cantante alterna quella di attrice teatrale, come coniuga le due attività?

Ormai le coniugo con l'istinto. È quello che mi porta a vivere tante cose: la curiosità e l'istinto. Altrimenti mi annoio.

Ora è a teatro con 'Perché non canti più', dedicato alla grande cantante romana Gabriella Ferri. Come è nata l'idea di questo spettacolo?

A parte la mia grande passione per questa artista, è iniziato tutto con la lettura del libro di Pino Strabioli 'Gabriella Ferri sempre' del 2009. Il libro è stato il trait d'union con i miei desideri. Mi è stato regalato da mio marito e a forza di leggere e rileggere i pensieri di Gabriella, di farmi un'idea di lei attraverso la musica, ho pensato di chiedere il permesso di portare in scena uno spettacolo dedicato a lei, alla famiglia e a Pino, che ho incontrato per parlargli del mio desiderio. Non ha esitato un attimo, in 48 ore ha chiesto e ottenuto il permesso dalla famiglia e mi ha richiamato per avviare il progetto del concerto-spettacolo 'Perché non canti più' fatto di canzoni, interpretazioni, poesie e pagine del suo diario. Alla prima, a Tivoli, c'erano il figlio e le nipoti della cantante romana, una grande emozione.

Rispetto a 20 anni fa è cambiato il modo di dialogare con il pubblico, ci sono nuove forme di comunicazione. Ha familiarità con il digitale e i new media?

Mi definisco vintage dentro, per quanto riguarda la musica preferisco il vinile, ma è impossibile sottrarsi all'evoluzione digitale, anche nel mondo della musica e dello spettacolo. Noi artisti dobbiamo utilizzare i nuovi media per poter comunicare con il pubblico. Allora osservo, studio e sono presente sui social, da Facebook a Twitter e anche Instagram.

Che rapporto ha con la scienza?

Seguo le notizie che ci raccontano quanto di incredibile sta accadendo nel mondo. Ho seguito per esempio l'atterraggio della sonda su Marte. Sono affascinata da queste tematiche, la scienza mi incuriosisce, pur non essendo stata mai molto brava a scuola in questa materia. In particolare mi ha sempre appassionato la medicina legale. Se ci sono trasmissioni o telefilm incentrati su questa tematica, li seguo sempre.

Maria Adelaide Ranchino