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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 22 - 2 dic 2020
ISSN 2037-4801

Editoriale

Dante, intellettuale civile

Nel momento in cui lavoriamo a questo Almanacco della Scienza dantesco, per celebrare i settecento anni dalla morte del poeta fiorentino, che cadranno nel 2021, viene da chiedersi che fine abbiano fatto gli intellettuali, in particolare quelli che un tempo chiamavamo “civili”. Dante lo fu sicuramente: impegnato in politica e in tutti i campi della cultura, scienza inclusa, pagò in prima persona il prezzo delle proprie convinzioni, esercitando un'influenza immensa sui contemporanei e soprattutto sui suoi successori. Con una scelta rivoluzionaria fece nascere l'italiano letterario, impresse nell'immaginario religioso una visione viva ancora oggi, divenne una delle icone più celebri della cultura di ogni tempo e luogo.

Da uomo medievale qual era, traguardò sempre temi di respiro elevatissimo, ma senza disdegnare le beghe quotidiane e domestiche, come sappiamo bene. E viene da chiedersi quanto siamo ancora capaci di mantenere questa duplice prospettiva, in un momento nel quale proliferano in modo incontrollato influencer, youtuber, blogger, ospiti di talk show, commentatori, editorialisti (il sottoscritto in primis…). Il rumore di fondo delle nostre chiacchiere, insomma, non manca certo: ma gli intellettuali, dove sono finiti? Ancora nel secolo scorso, ideali e ideologie viaggiavano molto sulle parole dei pensatori: le masse li seguivano, regimi e democrazie facevano di tutto per guadagnarsene il favore. Oggi l'impressione è che pretendiamo piuttosto di entrare nella storia con un tweet, quando a malapena finiamo in una cronaca che nemmeno arriva al giorno dopo. Mentre ci sarebbe tanto bisogno di riflessione, di studio, di serietà, di accuratezza e metodo, per affrontare una contemporaneità complessa, in particolare in questo momento storico, per comprendere ciò che questa pandemia non solo rappresenta in sé, ma implica anche per la nostra economia, i nostri affetti, il nostro ambiente.

Torniamo perciò con lo sguardo a Dante e cerchiamo di salire almeno un momento sulle spalle di questo gigante. Nel nostro Almanacco on line, da oggi, ci abbiamo provato, come sempre con l'aiuto dei ricercatori e dei colleghi del Consiglio nazionale delle ricerche. Mario Tozzi e Paola Salvati parlano di alcune località italiane citate nella Commedia e delle trasformazioni subite dal territorio dai tempi in cui fu scritta. Chiara Casini e Alessandra Slemer affrontano la visione cosmologica del Sommo poeta. Fabio Marcelli quella della giustizia, Maurizio Gentilini quella dell'aldilà, Maria Cristina Antonucci, Adriana Valente e Sveva Avveduto quella politica e la sua visione della donna. Paolo Squillacioti e Luca Serianni, vicepresidente della Società Dante Alighieri, esaminano infine il contributo che la conoscenza e lo studio di Dante hanno dato alla diffusione dell'italiano.

E poi nei Video si mostra uno splendido luogo citato nella Commedia, Fonte Avellana; nell'Altra ricerca, si ricordano alcuni eventi organizzati per il settecentenario; nelle Recensioni troverete i volumi “A riveder le stelle” di Aldo Cazzullo e “Dante” di Alessandro Barbero. Buona lettura!

M. F.